1. 100 - Mamma Lucrezia timorata di Dio diventa una grande troia


    Data: 24/05/2017, Categorie: Etero, Trio, Incesti, Orge, Saffico, Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Il mio nome è Lucrezia, ho compiuto da poco quarant’anni, sono alta un metro e settantacinque, occhi neri, carnagione lievemente ambrata, che sta a testimoniare le mie origini meridionali, sono bruna, capelli lisci, lunghi fin oltre le spalle, dicono che assomigli alla Ferilli, ma io penso di assomigliarci poco. E’ vero che ho un fisico opulento, fianchi pieni e grosse tette. Quest’ultime non sono proprio sodissime ma nemmeno cascanti, diciamo che nonostante il notevole peso rimangono abbastanza sollevate. Molte mie amiche con le quali sono in confidenza mi dicono che si depilano il pube regolarmente, io non lo faccio, raramente do qualche piccola spuntatina per non dare al mio inguine un aspetto troppo incolto e selvaggio. Il mio ex marito, del mio corpo, apprezzava particolarmente il mio sedere. In verità, non per essere immodesta, ma quando mi guardo allo specchio devo constatare che in effetti lui aveva ragione, ho proprio un bel culo. Le cosce piene, le ginocchia regolari e i polpacci non muscolosi e fini, fanno delle mie gambe, per i maschi arrapati e non, quel che si dice un gran bel vedere.Conobbi colui che pensavo fosse l’amore della mia vita quando avevo solo sedici anni, feci la sua conoscenza in parrocchia, lui faceva l’istruttore di volley e mentre mi istruiva cercava di circuirmi per portarmi a letto. Io resistetti e lo portai con me fino ai miei diciotto anni. Allora ero molto presa e infervorata, dalla religione, dalla morale cristiana e da mille altre ...
    cavolate che il buon Don Giorgio ci inculcava quotidianamente durante il catechismo.Da quando mio marito ed io ci siamo separati, io ho preferito abbandonare la specie maschile e vivere per un po’ di tempo in quasi assoluta castità. Dico quasi perché quando ne sento il bisogno mi do da fare con le mie abili dita che così bene conoscono tutti gli anfratti sensibili del mio corpo.Mio marito ed io ci siamo divisi, perché in pratica lui si faceva tutte le donne che gli si concedevano senza esclusione alcuna. Bionde, brune, rosse, bianche, nere, gialle, insomma tutte quelle che respiravano, lui se le fotteva allegramente. Quando me ne sono accorta, gli ho fatto trovare le valigie fuori dalla porta, un semplice biglietto con su scritto “Vaffanculo!” e alcune fotografie che un bravo investigatore privato, dietro pagamento di una lauta somma, aveva scattato a lui e ad alcune sue amanti, che li ritraevano in atteggiamenti che non lasciavano dubbi sulla natura della loro relazione.Allora avevo trentasei anni e due figli maschi da mantenere, devo dire che, responsabilmente e consapevole di avere torto marcio, lui provvide a passarmi mensilmente un assegno per il mantenimento dei suddetti figli. I ragazzi, Mattia e Giancarlo, avevano allora rispettivamente sedici e diciotto anni. Il bastardo, ovvero il mio ex marito, era e credo che lo sarà ancora, un bell’uomo e i figli hanno preso da lui in quasi tutto. Si assomigliano fra di loro in modo impressionante, entrambi con i capelli scuri e occhi ...
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