1. SEI MIO FIGLIO! Non voglio, non permetterti!


    Data: 29/05/2017, Categorie: Etero, Incesti, Saffico, Dominazione, Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Vi voglio raccontare quello che mi è successo, o meglio, che ho fatto succedere poco tempo fa.Sono felicemente sposata e ho un figlio di 22 anni, vivo in una zona isolata di montagna. Il paese vicino è a due chilometri di distanza. Mio marito lavora tutto il giorno, io sono casalinga e mio figlio studia all'università. Essendo molto distanti dalla città non frequenta molto.Ho 43 anni, forse non è bello dirlo di se stessi ma sono carina. Non solo perché ho un seno molto pronunciato. Mi accorgo che quando sono fuori gli uomini mi squadrano. Sono alta 1 metro e 65, mi piace indossare gonne corte per uscire con mio marito. Vedo che non soltanto gli uomini maturi buttano l'occhio ma ai anche i ragazzi più giovani faccio un certo effetto.Mio figlio, il problema che mi affligge da tempo; o meglio, non lui ma il suo modo di vivere.Non ha amici, non esce la sera, non ha mai avuto una ragazza. E' un bel ragazzo di 1 metro ottanta, va in palestra due volte la settimana. E, permettetemi, ha un pene da fare invidia ai migliori film porno.Gli ripeto sempre di fare conoscenze in palestra, 'non ci sono ragazze?'-gli dico, 'mamma, non rompere con le solite cose!' ricevo sempre la stessa risposta.Alcune volte l'ho visto, attraverso il vetro, mentre faceva la doccia si masturbava. Provavo un certo senso di fastidio di fronte a quella scena.Altre volte attraverso alla porta socchiusa della sua camera da letto l'ho visto mentre faceva scivolare su e giù la mano sul pene, per poi riempirsi la ... pancia di sperma. Pensavo che se una ragazza lo avesse visto, avesse visto che razza di pene, sicuramente lo avrebbe portato a letto con lei.Il suo problema era che non si rendeva conto di quanto potesse essere bello accarezzare una ragazza.Nessuna mai gli aveva fatto notare quanto fosse attraente e che un pene come il suo non è cosa da tutti.Ero arrivata alla conclusione che si sottovalutasse e avesse quasi paura di un rapporto con una ragazza perché non si rendeva conto delle sue potenzialità.Ormai ero cera di avere capito il suo problema ma non sapevo come fare a 'sbloccarlo'. Non potevo certo andare a prendere una ragazza per strada e portargliela.Decisi di affrontarlo e parlargli! E di andare anche oltre.Volevo fargli accarezzare il mio seno, volevo che si rendesse conto quanto poteva essere bello non toccarsi da soli ma avere un rapporto di complicità. Ovviamente tutto doveva finire lì, sono sua madre, non posso assolutamente spingermi oltre.Una mattina, eravamo soli noi due in casa, mi sono messa una maglietta senza reggiseno, una gonnellina di quelle svolazzanti a pieghe, corta. Guardandomi allo specchio sembravo proprio una troiona, forse avevo anche esagerato. La maglia attillata lasciava vedere perfettamente la forma del seno e i capezzoli.Sono entrata in camera sua, era ancora a letto. Aveva le braccia sotto le coperte e sicuramente si stava toccando. Mi ha squadrato, o forse spogliato, con due occhi lucidi. Forse stava per venire in quel momento.Mi sono seduta sul ...
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