1. 195 - Sabrina ed il fratello bastardo - Terza sottomissione e stupro anale


    Data: 29/05/2017, Categorie: Etero, Trio, Incesti, Orge, Saffico, Dominazione, Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Sabrina è sottomessa a Cesare. Questo mi ripetevo nella mente e mi arrovellavo il cervello per comprendere i motivi e le ragioni che mi trattenevano vicino a quel mostro di mio fratello. Cesare mi faceva provare le esperienze più umilianti e deprimenti eppure io non mi decidevo mai ad allontanarmi da lui. Non capivo se il mio era masochismo puro, oppure era amore verso di lui. Ci ero abituata al fatto che lui mi comandasse. Lo faceva da sempre e io esaudivo sempre i suoi desideri. Non potevo però nascondere a me stessa che ogni volta che mi sottoponevo alle sue torture, fisiche e morali, io ne traevo piacere. Mai mi era successo di lasciarmi dominare da lui e di non arrivare poi al dopo, con la vagina allagata.Cesare, un giorno, mi diede appuntamento davanti ad un ristorante a mezzanotte in punto. Puntuale giunsi li davanti e non vidi nessuno. Il locale era ancora aperto e tutt’un tratto vidi uscire una donna, alta, prestante, matura e di aspetto autoritario. Come me anche lei aveva i capelli scuri , ma il suo viso era duro, spigoloso, e le sue le labbra erano parecchio pronunciate; indossava un vestito ampiamente scollato e io vidi due grosse mammelle che davano l’impressione, nonostante la stazza, d’essere ben sode. Si girò e rientrò nel ristorante e io, come farebbe un uomo, le guardai il bel culo che era statuario e molto prominente.Alle mie spalle apparve in quel momento mio fratello Cesare, mi prese per un braccio e mi sospinse all’interno.“Ciao Marisa, questa è ... Sabrina, mia sorella, in pratica la mia schiava!!!”“Ciao, non ci sono più clienti, aspettavo voi, ora chiudo il locale..”La sala era ancora completamente illuminata, non grandissima ma ben arredata, in fondo sulla sinistra, si intravedeva, dietro ad una tenda, la cucina. Sulla parte destra vi era un piccolo disimpegno ed i bagni per gli uomini e per le donne. Nella parete di fronte una porta a soffietto di colore scuro lievemente aperta. Dallo spiraglio si indovinava una stanza con un divano ed un tavolo in centro.Quando Marisa tornò dall’aver chiuso il locale subito mi osservò e mi apostrofò…."Cazzo che bella faccia da troia che hai ! Da quello che mi ha detto Cesare ne devono essere passati tanti di cazzi attraverso quelle belle labbra !"Mentre loro due ridevano sguaiatamente io mi sentii a disagio . Poi mio fratello mi guardò e mi disse…“Siediti faccia da troia!!! Ah,ah,ah,ah……”Risero ancora volgarmente i due complici e compresi in quel momento d’essere caduta anche quella volta in una di quelle situazioni che odiavo ma che al tempo stesso, in fondo amavo alla follia.Marisa offrì da bere e mi versò del Whisky, la vidi aggiungere una pillolina e mescolare il tutto con un cucchiaino. Sospettai che fosse droga ed allora mi rifiutai di bere dicendole d’essere astemia.Cesare si inalberò immediatamente e mi ordinò perentoriamente di bere….“Non puoi rifiutarti di bere quello che ti offre Marisa. Bevi zoccola, fai come ti dico se non ti gonfio di botte….”“Sto male se bevo lo sai…..”Mi ...
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