1. Quella bottiglia di vino aveva nel destino la mia svolta.


    Data: 30/05/2017, Categorie: Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    19 anni. Nuova esperienza. Nuova città. Studentessa fuori sede. Nuova casa. Una stanza tutta per me. La libertà mai avuta. Con un desiderio inappagato.Fare sesso per la prima volta.Eppure non me la sentivo proprio di ritenermi vergine. I bollenti spiriti dell'infanzia, un paesino e un padre troppo all'antica. Possibilità di esperienza: zero. Tutte cose che mi avevano portata a ricercare appagamento nell'intimo autoerotismo.Ero un'esperta. E il mio sesso non poteva ritenersi di certo inesplorato. Credo di averci inserito proprio di tutto. Eppure era una pratica che non facevo più da troppi anni. Certo la masturbazione era storia quotidiana, sotto le lenzuola, ma troppo rischioso era perdersi con tra le gambe oggetti non proprio mimetizzabili, in una casa dove le chiavi non esistevano tanto quanto l'intimità.Ricordo ancora la prima sera. I miei genitori dopo avermi accompagnata e dato una mano a sistemare la stanza, mi avevano salutata tra le lacrime (anche del babbo). Era domenica, e le altre coinquiline sarebbero arrivate la mattina seguente. Avevo la tv, ma per un problema di impianto guasto, non era servita ancora dall'antenna. Avevo visto e rivisto le foto di tutti i miei familiari e amici, sulla compatta che mi ero portata.Non avevo molto altro da fare, e standomene a letto elettrizzata cominciai a immaginare la mia vita da li a breve. La voglia quotidiana di rilassarmi donandomi piacere unita ad una libertà/intimità mai avuta prima, mi portarono a festeggiare la mia ...
    prima notte da donna emancipata riscoprendo quell'autoerotismo spinto, compagno fedele della mia infanzia curiosa e sfrenata.Andai subito in cerca di qualcosa di adatto, per la casa, ma non trovai nulla di indicato, per forma e dimensioni. Non avevo più da anni la mia adorata spazzola dal manico in legno verniciato e liscio. Un naturale fallo, dalle dimensioni e forme improponibile, ma troppo invitanti. Andai in cucina, niente ortaggi, niente frutta fallica, le bottiglie d'acqua, le mie, tutte di plastica e dalla forma per la quale solo il tappo si sarebbe potuto dimostrare utile. L'unica cosa che ritenni accessibile fu una bottiglia di vino, di vetro, ancora chiusa. Il problema era che non era mia, ma l'eccitazione era salita troppo e non ce la facevo più a girare per la casa. Non ne fui subito convinta, e ancora vestita in cucina, col frigo ancora aperto, comincia a passarmi il collo della bottiglia tra le gambe. Con una mano mi reggevo allo sportello del frigo, con l'altra pressavo la bottiglia sul mio sesso.La pressione tra l'intimo e le mie labbra mi fece percepire quanto realmente fossi ormai bagnata e andata.Chiusi tutto e mi rintanai sul mio nuovo letto. Tolsi di corsa i jeans e ricordo ancora il senso di liberazione. Godere a gambe aperte e tutt'altra cosa. Invece a casa ero spesso costretta a farlo col pigiama a mezza coscia che limitava il tutto. Non persi tempo in romantici preliminari, non c'era tempo per capezzoli, dita e clitoride. Desideravo troppo sentirmi invasa ...
«12»