1. Coraggio, abbrancami in quel modo


    Data: 03/06/2017, Categorie: Etero, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Come al solito, quella sera lei era rientrata a casa dopo un’insopportabile e pesante giornata trascorsa in ufficio, poiché avrebbe più che volentieri eliminato il suo titolare, per tutte quelle credulità e per quelle ingenuità di cui avevano drasticamente ed energicamente discusso durante quella riunione, poiché ancora sentiva lucidamente dentro le sue orecchie tutte le lamentele e le rimostranze per un progetto che non era riuscita a far avviare, dovute per causa di alcuni rallentamenti e per dei ritardi interni nella comunicazione del suo reparto.In quell’occasione, così come d’abitudine, la gatta di colore bianco affettuosamente le venne incontro appena lei aprì la porta di casa, dal momento che era davvero deliziosa quella creatura con quella matassa di peli che immancabilmente le carezzava le caviglie tutte le sere al suo rientro, esultante e felice di rivederla dopo quattordici ore di solitudine. Ercolina avvertiva ancora quel senso d’infiacchimento e di spossatezza che s’annidava dentro da alcuni giorni, sarà a causa della stagione che non si decide ad arrivare - disse fra sé e sé, già abbattuta e stanca prima d’iniziare la consueta e quotidiana avventura domestica. Giusto il tempo di mettersi comoda, di convincere il figlio a entrare nella doccia, ed eccola occupata nel preparare le cena per la sua famiglia. Di fretta come sempre, come se il tempo fosse la sua preziosa e unica preoccupazione.Con rapidità, incautamente con il televisore acceso, lei consumava quella ...
    cena cercando un piccolo angolo dentro di sé che le parlasse, che le facesse sentire il calore, l’entusiasmo e il trasporto carezzevole d’una mano sulle spalle, che la confortasse incoraggiandola e spronandola per andare avanti. Non era però così, dato che non sapeva neanche che cosa poter animare e confortare di sé stessa, giacché non sapeva preferire né scegliere tra i suoi diversi desideri. Terminata la cena, il marito e il figlio ognuno per proprio conto, concentrati peraltro nei propri giochi, ecco Ercolina che riordinava con dovizia la cucina. Poche cose in fondo, visto che erano soltanto in tre. Finalmente un momento di pace, un momento che posso dedicare a me stessa pensò dentro di sé. Uscì sul balcone, intanto che l’aria si era raffreddata, cosicché niente e nessuno poteva ostacolarla di gustarsi quella sigaretta fumata in piena libertà, ammirando e apprezzando lo splendore unico di quel cielo serale, cercando di catturare i colori, i rumori, i suoni, le voci e le piccole tracce che appartenevano agli altri.Il palazzo di fronte distava una decina di metri dal suo e le finestre che s’affacciavano appartenevano alle stanze da bagno e alle cucine, finestre quindi poco frequentate. S’accomodò sulla poltroncina di giunco dove si sedeva generalmente per gustarsi in santa pace i suoi amati libri, lasciandosi andare completamente al suo abbraccio, aspirò una boccata piena di quella sigaretta alquanto desiderata, chiuse gli occhi un istante e li riaprì per vedere le spire di ...
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