1. Feelin' Love


    Data: 04/06/2017, Categorie: Saffico, Sensazioni, Altro, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Apro gli occhi nella mia stanza d'albergo, disorientata per un istante dal buio intenso, prima di ricordarmi dove sono, cosa che viaggiando spesso per lavoro in due o tre località diverse una dopo l'altra, a volte non è semplice da fare. Ricordo. E' sera, sono molto stanca, gli incarichi che ho qui sono uno schifo, una riunione deludente e stressante dopo l'altra, e domattina il volo mi riporterà a casa, ad una lavata di capo dei miei superiori. Ho cercato di dormire, di chiudere fuori la luce e di crollare nel letto dell'albergo sperando di svegliarmi solo domattina, ma non ha funzionato. Fa caldo, troppo caldo, sono stanca, troppo stanca, da non riuscire a prendere sonno. Guardo l'orologio, le 22. Mi trascino fuori dalla camera e dall'albergo, in questa metropoli insonne come me mangio una pizza che non definirei tale neanche sotto tortura, spero che la birra e i due whisky che le tiro dietro sotto lo sguardo disgustato del cameriere uccidano la mozzarella prima che cerchi di uscire da me. Mi metto in cammino, sperando di arrivare ad un'ora decente per riprendere le mie cose in camera e partire. Umore nero come l'asfalto umidiccio che fisso, ignorando persone e cani notturni a passeggio, fino ad un colore. Rosso, intenso, mi fa alzare lo sguardo verso un'insegna indecifrabile. Un simbolo, un logo, ma dal colore e dalla porta nera con accanto due metri di ivoriano capisco il genere di posto, la mozzarella ubriaca nel mio stomaco mi spinge ad entrare praticamente ignorata ... dall'omone piazzato sull'uscio. Dentro fa ugualmente caldo, ma con molta meno umidità, il che già lo rende un posto dove sedermi e bere ancora potrebbe essere piacevole. Una cameriera con un sorriso smagliante e abbondante scollatura sculetta verso di me, mi chiede se voglio andare al bancone o desidero un tavolo. Lo sguardo spazia velocemente nel locale interamente rosso scuro e nero, il bancone mi alletta, ma la passerella circondata dai tavoli ha il suo indubbio fascino, o così pare dato che la stragrande maggioranza degli avventori abbia scelto di starci vicino.“Stasera c'è qualcosa di interessante?” chiedo a mezza voce alla bionda, che annuisce con veemenza.“Stasera si esibisce la miglior ballerina del locale, per quello ci sono tante persone, è molto ammirata!” prosegue come un disco che ho già sentito in troppi posti per crederne vere le parole, ma piuttosto che fissare il tremolante barista sovrappeso...“Dammi un tavolo, defilato. E un Black Russian.” Pochi minuti dopo sono seduta in una posizione strategica ottima, dovrò ricordarmi di lasciare una buona mancia alla biondina. Vedo la sala, la sala non vede me, non ho voglia di parlare con nessuno dei presenti. Attendo il cocktail per dare un altro colpo al mio stomaco mettendomi comoda nel divanetto e osservando le reazioni degli avventori ad una discinta ballerina che fa la sua comparsa con un po' di musica e applausi. Non è decisamente un tempio del rispetto per le donne, ma non direi ci sia una reale differenza tra ...
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