1. 068 - Barbara la mia dirimpettaia (Ma quanto è troia???!!!) 1a parte


    Data: 05/06/2017, Categorie: Etero, Trio, Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Quando rientrai a casa erano le ventitre, finalmente era terminata la mia giornata di lavoro, mi affacciai silenziosamente in camera mia e udii il respiro regolare di mia moglie che dormiva pacificamente. In cucina mi munii di una lattina di Coca Cola fresca e finalmente entrai in salone, mi spogliai rimanendo in slip e mi buttai esausto sulla mia poltrona, accesi quindi la tv e iniziai a fare un po’ di zapping qua e là sui vari canali. Tenni il volume molto basso per non svegliare la mia dolce metà, poi, comparve, su un canale Mediaset, un vecchio film western, era il genere che io amavo di più e che in presenza di mia moglie non era mai possibile vedere. Dato il caldo soffocante di quella estate, le finestre erano aperte, mia moglie ed io abitavamo al terzo piano di un elegante condominio nel centro storico della città e purtroppo, ogni tanto una macchina passava nella stretta strada sottostante disturbando alquanto il sonno di quelle persone che andavano a letto con le galline. Sullo schermo, l’eroe, difensore della giustizia, da solo contro tutti, riusciva nell’impresa di schivare tutti i proiettili e di non sbagliare mai nemmeno un colpo. Così uno dopo l’altro, i cattivi caddero giù come mosche e alla fine, lui rinfoderò la sua scintillante pistola a tamburo, si spolverò gli abiti e rimontando sul cavallo se ne andò. Comparvero i titoli di coda e subito la pubblicità inondò lo schermo. Spensi il televisore e per prendere un poco d’aria fresca uscii dalla ... porta-finestra e mi affacciai dal balcone. Ormai era giunta la mezzanotte e nella casa di fronte tutte le finestre erano buie, guardai giù in strada e la vidi deserta. Stavo per decidermi ad andare anche io a dormire, quando un taxi svoltò l’angolo cento metri più indietro e si fermò proprio in corrispondenza del portone della casa di fronte. Una donna, scese dall’auto pubblica e salutò l’autista, poi estrasse dalla borsetta un mazzo di chiavi, che io sentii tintinnare, e poi il grosso portone di noce massiccio, tutto intarsiato si aprì e lei fuggevolmente fu inondata da una luce gialla e quindi scomparve all’interno. Mentalmente feci il “toto alloggio” e pensai che fosse l’inquilina del quarto e ultimo piano. Dopo un minuto, al secondo piano si accese una luce molto chiara e forte, devo premettere, che i piani della casa dove abitavo io, erano un po' sopraelevati in confronto ai piani della casa di fronte. Alla finestra non vi erano tende, la donna entrò nell’ingresso molto piccolo che si immetteva senza porta alcuna dentro un saloncino arredato con gusto. Lei gettò la borsetta su un divano alla sua destra e si liberò di un gilet di lino grigio chiaro al quale fece fare la stessa fine della borsetta. Sotto a quel gilet indossava una camiciola di maglina rosso porpora con scollatura morbida direi un po’ cadente e nella parte inferiore una gonna appena sotto il ginocchio dello stesso colore del corpetto. Mi nascosi nell’ombra per evitare di essere visto, quando lei, aprì la finestra ...
«123»