1. Desideri proibiti


    Data: 06/06/2017, Categorie: Etero, Dominazione, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Sabato all’Ikea. Non è un sogno di cattivo gusto da cui si può sperare di risvegliarsi, al contrario, è una realtà solida e tangibile. Come nell’inferno dantesco mi sento un’anima solitaria, smarrita e confusa in attesa di ricevere la dovuta punizione. Troppa gente, troppa calca per la mia antropofobia autodiagnosticata. Ovunque coppiette adoranti, in dolce attesa o già munite di passeggino, marmocchi urlanti e dibattiti accesi se effetto noce mordente grigio o bianco opaco dia maggior risalto a non so cosa. Le sofferenze degli uomini desterebbero la mia totale simpatia – in accezione greca – se me ne avanzasse s’intende. Cerco di lasciarmi scivolare tutto addosso, mentre vago tentando di raccapezzarmi tra corridoi e scorciatoie che collegano questo labirinto dedalico di cunicoli quando d’un tratto una figura richiama la mia attenzione. È di spalle ma l’andatura e la statura mi risultano molto familiari. Più la guardo e più me ne convincono le lunghe gambe ed il culo abbondante ma tonico, che quei jeans attillati rendono così invitante mmm... “Non può essere che Giulia” mi dico mentre mi avvio a rendere omaggio alla proprietaria di quel fondoschiena che chissà quante e quali fantasie ha alimentato. Le appoggio una mano sulla spalla, lentamente – preferendolo ai due colpetti sulla spalla a mano aperta o di indice che riservo ad amici e camerati – perché tale dolcezza molto più si addice ad una fanciulla. Lei si volta, con un mezzo sorriso sul volto che riesco ad intravedere ...
    prima che scompaia per lasciare spazio allo stupore. Mi troneggia anche senza tacchi dall’alto dei suoi 185 cm ed è bella così come me la ricordavo: una ragazza acqua e sapone con i capelli corti, che appena le arrivano alla spalla, ramati; qualche piccola lentiggine sparsa sul viso e quegli occhiali rosa con una montatura gigante ed appariscente, che se li vedessi in vetrina penserei “orrore” ma che a lei stanno tanto bene. La Giulia parecchi anni fa a Lignano: entrambi partecipavamo ad un camp di beach volley. Era lo spring break, ove orde alcolizzate di Carinziani e Stiriani s’accalcano invadono e affollano le altrimenti desolate riviere della sabbiadoro. Lignano per me rimane una tristezza, indipendentemente dalla stagione. Ma col beach volleyball allora era diverso: la la sveglia suonava di mattina presto per evitare la ressa e le ore più calde, dove il sole coceva e la sabbia bruciava la pelle dei piedi. In tardo pomeriggio e serata, dopo una meritata pausa, si replicava a volte fino al calare delle tenebre. In nottata si scherzava stando in compagnia e giocando. Erano in pochi ad avere le energie e la voglia di usciva a fare festa. Tra noi la connessione fu magica, indescrivibile. A volte ci si conosce e ci si sta simpatici e ci si capisce al volo senza capire bene il perché e senza bisogno di tante parole. Non c’è logica dietro tutto questo, sembra quasi che... “Ciaoooooo ma seiiiii tornato!? E non mi dici niente?” mi saluta, un po’ imbarazzata ma molto calorosamente ...
«123»