1. 146 - Monica e Vittorio e la loro bisessualità


    Data: 06/06/2017, Categorie: Etero, Orge, Saffico, Gay / Bisex, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Mi chiamo Vittorio, mi sposai a trent’anni, con nella mente, degli importanti dubbi sulla mia sessualità. Etero, si ero certamente anche etero ma con molte esperienze omosessuali alle spalle Non posso però definirle vere esperienze, potrei invece catalogarle come approfondimenti virtuali di omosessualità. In effetti tutto ebbe inizio in un mobilhome di un amico che era proprietario di una giostra “autoscontro”. In verità lui non era proprio un amico, più che altro, per la sua età, che era molto diversa dalla mia. Quarantenne lui e diciottenne io.Lo conobbi frequentando l’autoscontro, mi piaceva a quei tempi prendere alcuni biglietti e offrire ad una ragazza un giro con me. Ero un bel ragazzo, capelli scuri, ciuffo ribelle, un bel fisico e con i jeans stretti mostravo volentieri al pubblico femminile la mia esuberante dotazione. Ecco, questa specie di esibizionismo mi portò a far si che gli sguardi non fossero solo femminili ma anche e soprattutto maschili. Così, Pietro, il giostraio, si adoperò affinché lui ed io diventassimo amici, poi, questa amicizia si trasformò ben presto in una confidenza più libera e così avvenne che lui, mi parlasse del mio pene. Lo fece girandoci attorno, abilmente, come dire, lui si fingeva etero e mi poneva le questioni come se fossero discorsi da uomo a uomo. Lui mi parlava delle donne, di scoparle e mi diceva che da quel che vedeva nei miei pantaloni, io sarei stato capace di farne felici parecchie. Un giorno, mi chiese di accompagnarlo nella ... sua grande roulotte per farmi vedere quella che per lui era la sua casa, io, ingenuo, senza comprendere le sue intenzioni, lo seguii e così lui mi fece vedere la sua abitazione, ma non solo quella. Mi disse che se volevo portarmi qualche ragazza li da lui, lui mi avrebbe prestato volentieri la sua casa mobile. Insistette ancora sulle dimensioni del mio cazzo, e poi tirò fuori il suo, chiedendomi se il mio era più grosso. Per farla breve se lo toccò un po’ e naturalmente gli divenne presto duro, poi mi chiese di fare altrettanto, lo accontentai e mi ricordo che quando lo estrassi da jeans già ce l’avevo mezzo duro anch’io. Lui se ne accorse e mi disse che scommetteva dieci giri sull’autoscontro che se me lo toccava mi sarebbe diventato rigido del tutto. Naturalmente me lo toccò e in pochi secondi, non solo mi divenne durissimo come la pietra ma gli sborrai pure abbondantemente in mano. Anche lui, subito dopo di me, schizzò sul pavimento senza nemmeno toccarselo. Ecco, questa fu una prima lieve e leggera esperienza omosessuale. Era il mese di Luglio, mi ricordo che era il giorno di Sant’Anna e quel giorno, sempre con Pietro feci la seconda esperienza. Fu un po’ meno soft ma in quella occasione provai il gusto di farmi fare un bel pompino, gli venni in bocca e lui la mandò giù leccandosi i baffi biondi. Una settimana dopo conobbi una ragazza, aveva un nome strano, si chiamava Cesarina, con lei feci le mie prime fantastiche esperienze eterosessuali e devo dire che insieme, dopo un ...
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