1. DALIA - Cap. 21: in panne


    Data: 08/06/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: DonEladio, Fonte: Annunci69

    sorpassavamo macchinate di famiglie con le biciclette dei bambini sul portapacchi. All’ ingresso in Puglia l’ autostrada si fece ancora più scorrevole, abbandonandoci a noi stessi per lunghi tratti e la situazione si era scaldata: Dalia si era appoggiata con la schiena alla portiera e mi fissava con lo sguardo di Satana mentre si masturbava a cosce larghe rivolta verso di me; “Che puttana che sei diventata..” mi complimentai appena prima che prendesse una bottiglia di birra dalla borsa frigo e cominciasse a passarsela sui capezzoli e sulla fica rabbrividendo al contatto con la condensa; l’ aprì e ne sorseggiò a lungo, lasciando volutamente colare alcune gocce sul suo seno nudo; adesso avevo rallentato considerevolmente, perché va bene che la strada era sempre dritta, ma proprio non riuscivo a guardarla; fu circa un paio di minuti dopo che Dalia si chinò su di me estraendomi il cazzo ormai gonfio dai bermuda per un maestoso pompino, che venni nuovamente destato dal suono di una spia; “Ancora in riserva? Ma non è possibile!” pensai tra me e me; e infatti no, non era il carburante, quello sarebbe stato sufficiente per arrivare in Sicilia; era la spia rossa dell’anomalia motore, quella generica, quella che vuol dire tutto e niente, ma che solitamente non promette nulla di buono. “Cazzo..” esclamai mentre Dalia non smetteva di succhiarmelo; “Che c’è amore?” prima di dedicarsi con maestria alle palle, “C’è qualcosa che non va, D” e un secondo dopo il botto, un rumore improvviso e ...
    assordante, seguito da una fumata nera avvistata nel retrovisore; “Porca puttana impestata” sibilai decelerando rapidamente mentre mi indirizzavo lungo la corsia di emergenza e Dalia tornò sul suo sedile ormai consapevole che non si trattava del gasolio in esaurimento; mi chiusi la zip dei pantaloni e scesi dal veicolo, aprìì il cofano come se avessi potuto anche solo lontanamente comprendere il motivo del problema, figuriamoci risolverlo, poi tornai sconsolato in macchina. “Che cazzo ne so, qualcosa nel motore!” risposi nervoso alle richieste di chiarimento di Dalia che mi guardava con quegli occhi da cerbiatta impaurita, ancora a tette di fuori e con la patatina umida; “Dai, passami il libretto dell’ assicurazione che chiamo il carro attrezzi..” Arrivò dopo una buona mezzora, nella quale la temperatura nell’ abitacolo, con l’aria condizionata spenta, aveva raggiunto livelli insopportabili; salimmo a bordo del carro attrezzi e l’ autista non staccò gli occhi un secondo dai capezzoli di Dalia, ormai sfacciati sotto la canottiera madida di sudore, e dalle sue cosce nude, nonostante lei facesse di tutto per tenere giù l’ orlo della minigonna (quando c’è un problema la preoccupazione la assale e spazza via la troia che è in lei); io stesso ero troppo concentrato sul danno alla macchina che ci seguiva appesa al gancio per godermi la scena di quel panzone con la barba sfatta e i capelli unti incollati sulla fronte, che si mangiava con gli occhi le forme di mia moglie seduta a pochi ...
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