1. la nostra ragazza: Margherita


    Data: 09/06/2017, Categorie: Prime esperienze, Autore: IlBaroneRosso, Fonte: Annunci69

    Meno male che stava finendo agosto, stavo pensando quel giorno, meno male; ancora pochi giorni e saremmo ritornati a casa, a Udine; era stato un mese schifosamente noioso, pensavo, e schifosamente schifoso, pensavo; era cominciato bene, quel mese di agosto, pensavo, con Marco, il ragazzo dell'altro bagno, che veniva a prendermi, facevamo il bagno, andavamo alla spiaggia libera, facevamo l'amore tra le dune; mi aveva anche portato a casa sua, quando i suoi non c'erano; e poi mi aveva detto che sarei stata la sua ragazza per tutta l'estate, e io gli avevo creduto; e invece, da un giorno all'altro, senza nemmeno dirmelo, era scomparso. “Come, non lo sai?”, mi dicevano quegli stronzi dei suoi amici. “Se n'è andato in Costa Azzurra, a fare le vacanze con la fidanzata; ma non t'ha detto niente? Proprio un bastardo, Marco” e lo dicevano con un sorrisetto, non capivo se di commiserazione per la ragazzina cretina che gli aveva creduto, oppure di invidia per il bastardo, capace di mentire senza pudore, o per tutt'e due le cose, insieme. E pensare che gli avevo dato tutto, a Marco, ma proprio tutto, a quel bastardo: mi aveva goduto da tutte le parti, di sopra e di sotto, davanti e di dietro, senza ritegno: “sei la mia ragazza”, diceva, “quindi possiamo fare tutto quello che ci piace, e piace anche a te, vero?” Certo che mi piaceva, brutto porco bastardo che non sei altro, ma c'è modo e modo di approfittare di una più giovane di te, e il tuo è stato davvero un modo sporco; per non ... parlare della figura di emme che avevo fatto con mia madre: “Come mai non viene più Marco? Non vi vedete più? Già finito, il grande amore?” Per un po' avevo risposto alzando le spalle, facendo finta di niente, poi alla fine gliel'ho detto: “Ci siamo lasciati e basta, non voglio più vederlo; e comunque lui è andato via”. Ed è vero, proprio vero, non voglio più vederlo, quel porco maledetto e bastardo. E intanto ero lì, a contare i giorni che mancavano alle mie cose, ci mancava solo quello. E a contare i giorni che mancavano al ritorno a casa: a questo stavo pensando anche quel mattino di fine agosto. Ciccio, dall'ombrellone a fianco, continuava a guardarmi e a fissare le mie tette: invece degli occhi, sembrava che avesse due raggi laser, ti bucavano il costume e ti entravano nel corpo, i suoi sguardi: sempre a guardare, sempre a guardare lì, ma non si stanca mai di guardare le tette? Forse vuole impararle a memoria, per poi farsi le seghe quando torna a casa, così pensavo io. Quel mattino c'era con lui anche Vittorio, un bel ragazzo, della mia età, serio, riservato, parla sempre pochissimo, anche al bar quando ci vediamo con tutti gli altri ragazzi e ragazze che passano l'estate, come me, a Bellaria. Ad un tratto Ciccio mi chiamò: “Margherita, ti va di fare una passeggiata lungo la spiaggia con me e Vittorio? Poi facciamo anche il bagno, lì sulla spiaggia libera; se ti va, vieni con noi, che ci facciamo un po' compagnia”. “Sì, vai Margherita”, intervenne mia madre, “vai anche tu, ...
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