1. Nei panni di sua madre


    Data: 10/06/2017, Categorie: Altro, Trans, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Si chiamava Jeff. Ci siamo conosciuti diversi anni fa, quando si era appena trasferito nel mio quartiere. Io avevo diciotto anni, e lui diciannove; non era proprio un manico, ma nemmeno uno sfigato come me. Era più alto di me di venti centimetri buoni, e mi sorpassava nel peso di almeno quindici chili; per lui io rappresentavo più una specie di palla al piede che un vero e proprio amico.Ho sempre avuto amici più grandi di me, sono sempre stato una specie di gregario; credo che il motivo per cui lui mi permetteva di girargli intorno era che io ero l’unico ragazzo del quartiere ad avere pressappoco la sua età. Dopo circa un mese che eravamo amici iniziammo a sperimentare alcuni giochetti sessuali.Suo padre faceva il rappresentante, e per lavoro era spesso costretto a stare lontano da casa per intere settimane, mentre sua madre faceva il turno serale quindi Jeff restava a casa da solo da quando uscivamo di scuola fino a quando sua mamma rientrava a casa, verso le 23.Di solito lo andavo a trovare dopo cena, e restavo li fino all’ora di andare a dormire. Fu proprio in una di quelle sere che Jeff tirò fuori alcuni dei Playboy di suo padre, e ci sedemmo a guardarli insieme. Il suo modo di fare molto disinvolto e naturale mi fece sentire a mio agio e quasi automaticamente finimmo per masturbarci insieme per il resto della sera.Una volta, mentre eravamo nel mezzo di una “masturbazione di gruppo”, lui mi si avvicinò all’improvviso e senza dire altro sostituì le sue mani alle mie, ...
    afferrandomi l’uccello e iniziando a massaggiarlo lentamente.Gli lanciai uno sguardo stupito, ma in tutta risposta mi sentii dire: «tu vai troppo veloce, ora ti faccio vedere come si fa.» Le sue mani erano più grandi delle mie e un poco più ruvide, e la sensazione fu subito molto diversa. Lui non mi massaggiava il cazzo con colpi brevi e veloci come facevo io, ma bensì con delle mosse lunghe, lente e potenti.Quella volta non ebbi uno dei miei soliti orgasmi brevi e frettolosi: Jeff mi lavorò il cazzo lentamente e con pazienza, fino a farmi godere in maniera profonda e lunghissima. Man mano che lui mi portava sempre più vicino all’apice io mugolavo e mi dimenavo con intensità crescente; allo stesso tempo lo guardavo supplicante, e lui mi restituiva uno sguardo forte e autoritario, come se mi avesse in suo completo potere. E la cosa più strana era che mi piaceva!Mi piaceva moltissimo cedere il controllo del mio corpo a lui, perché sapevo che mi avrebbe fatto godere solo quando sarebbe stato il momento giusto! Mentre mi avvicinavo sempre di più al momento fatidico lui aumentò il ritmo, e iniziò a sussurrarmi cose del tipo «forza, sborra! Voglio che vieni adesso, che spari tutta la sborra che hai!» Mi piacevano i suoi incoraggiamenti, e ci tenevo moltissimo a farne tanta perché lui poi fosse orgoglioso di me.Quando sborrai mi sembrò come se ne uscisse un litro. Jeff puntò il mio cazzo di modo che i quattro o cinque potenti getti che schizzai mi colpissero il viso e il torace. In quel ...
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