1. La caletta


    Data: 10/06/2017, Categorie: Trio, Saffico, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Decidesti, non senza pentirtene quasi subito, di fare una nuotata al largo. Sentisti il bisogno impellente di allontanarti dal caos della spiaggia e dal chiacchiericcio incessante dei tuoi parenti. Già dopo le prime bracciate ti trovasti però in affanno e provasti a cambiare stile, il dorso ti sembrò la soluzione migliore per disperdere poche energie. Ti trovasti ad aggirare la punta formata da grossi scogli arrivando ad una piccola caletta completamente circondata da enormi pietre piatte e grigie. Ti rigirasti per controllare la piccola spiaggia e per avvicinarti piano, nuotando al meglio per raggiungerla senza troppo affanno.Arrivasti vicino a un grosso gruppo di scogli, ti si aprì davanti la vista sulla piccola caletta sabbiosa. Vedesti sulla spiaggia due figure femminili, stese su un grande telo, avvinghiate.La lunga nuotata non prevista ti aveva sfiancata, sentivi i muscoli tesi e doloranti e l’affanno ti faceva girare la testa. Continuasti ad avvicinarti lentamente agli scogli per dare una sosta al tuo corpo. Ma ecco che improvviso un crampo si impossessò del tuo polpaccio destro. Il dolore lancinante ti colse impreparata, cominciasti a nuotare in maniera scomposta, agitando parecchia acqua e creando molta schiuma. Sentisti le forze venirti meno sotto la tensione del dolore assordante del crampo. Vedesti gli scogli a pochi metri da te ma non riuscisti a racimolare la lucidità necessaria per raggiungerli. Sentisti le forze abbandonarti, il dolore e la tensione ... innaturale del crampo ti fecero assumere una posizione contratta e non utile al nuoto, cominciasti a bere acqua salmastra. Il cuore raggiunse una frequenza elevata mentre la vista venne meno. Sentisti una presa attorno alla vita, venisti messa in posizione supina sull’acqua e ti sentisti tirare saldamente verso riva. Ti lasciasti trasportare, il cuore in gola per l’angoscia, il dolore sordo al polpaccio. Ma ti sentisti in salvo.Venisti posata sulla sabbia, gli occhi ancora annebbiati dal pericolo appena scampato. Sentisti voci femminili attorno a te, non capisti le parole pronunciate in una lingua straniera incomprensibile. Sentisti delle mani massaggiarti il polpaccio dolorante, la tensione piano piano si allentò. Apristi gli occhi e trovasti davanti a te a fissarti una coppia di occhi color ghiaccio, un sorriso si disegnò sulle labbra leggermente screpolate, riuscisti a mettere a fuoco il viso delicato e splendido di una giovane donna biondissima. Ti accarezzò lieve il viso, ti rivolse parole di conforto e in uno stentato italiano provò a chiederti come stessi. Rispondesti con mezzo sorriso per tranquillizzarla “Sì, grazie… sto bene” lei si rivolse nella sua lingua all’altra donna che smise di massaggiarti il polpaccio e si palesò davanti al tuo volto. Una donna più matura ma altrettanto bella, morbidi ricci biondo ramato, occhi verde smeraldo e ciglia lunghe. Cominciò ad accarezzarti anche lei riproponendo nello stesso stentato italiano parole di conforto e sorrisi di ...
«123»