1. Il pretendente


    Data: 11/06/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: esperia, Fonte: EroticiRacconti

    All’ora di cena i ragazzi cominciarono ad apparecchiare la tavola e a portare le bottiglie di vino e acqua, mentre Anna arrivava con la pentola dell’arrosto. Un normale venerdì sera in famiglia. A cena si chiacchierò, si rise, si commentarono i fatti della giornata. I ragazzi (due adolescenti: il maschio dodicenne e la femmina di un anno maggiore) raccontarono della scuola e ci fecero ridere imitando la professoressa di matematica che quel giorno era stata ancora più ridicola del solito. Mi guardai intorno. Quello era un momento di assoluta felicità familiare. Mi sentii l’uomo più fortunato del mondo: una moglie devota, divertente, onesta. Una madre esemplare. Bellissima, che pareva non essere invecchiata di un minuto dal giorno che l’avevo sposata quindici anni prima, due ragazzi svegli, intelligenti, che promettevano bene e che ci rallegravano ancora l’esistenza. Non potevo chiedere di più. Eppure avevo avuto molti problemi a convincere i genitori di Anna a lasciare che mi sposasse. È vero che avevo una buona posizione, ma i tredici anni di differenza di età tra noi due innescarono una resistenza non del tutto incomprensibile nei miei futuri suoceri e un’ostilità verso di me che solo con la nascita dei ragazzi si diluì un po’. Certo che Anna, nei suoi trentasette anni, dimostrandone almeno dieci di meno, pareva più mia figlia che mia moglie, anche per via dei miei capelli che si erano rapidamente imbiancati negli ultimi tempi. Lei era molto orgogliosa del suo aspetto e ...
    sottolineava la sua giovinezza con un abbigliamento quasi adolescenziale e con atteggiamenti sbarazzini, che peraltro a me non dispiacevano affatto. +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ Sparecchiammo e i ragazzi ripresero con le loro attività rifugiandosi nelle loro rispettive stanze, chi a chiamare le amiche al telefono e chi a cimentarsi con la playstation. Mi sedetti davanti alla tv per seguire il telegiornale. Anna mi raggiunse a raccontarmi di un buffo episodio a cui aveva assistito nel pomeriggio al supermercato. Un signore che nel tentativo di ricorrere il suo cappello portato via dal vento, era finito per scivolare in una pozzanghera. Anna sapeva raccontare come pochi altri. Mi fece ridere. L’avrei ascoltata per ore. Poi mi comunicò: - Luca, stasera devo andare da mia madre. Era disperata perché le sono caduti tutti i libri dalla libreria mentre cercava di spostarla per pulire e mi ha chiesto di aiutarla a rimetterli in ordine. Prenderò l’autobus e se dovessi tardare troppo mi fermerò a dormire da lei. Ti spiace? Pensai alla libreria di mia suocera, che ormai viveva sola dopo la scomparsa del marito un paio d’anni prima. Era una mostruosità che occupava tutta la parete e che conteneva qualche centinaio di volumi. Tra l’altro tutti organizzati per argomento e per autore secondo un sistema escogitato dal marito. Difficile da rimettere insieme senza un aiuto. - Non preoccuparti, Anna. Prendi la macchina. Lascia perdere l’autobus. - No, no. Domani sicuramente ...
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