1. La Spada di Spartaco


    Data: 11/06/2017, Categorie: Dominazione, Gay / Bisex, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Quel nome... “la Spada di Spartaco”, era seducente. Carico di promesse. Lo schiavo ribelle, straniero e forte, sconfitto sì, ma prima... desiderato dalle donne, sognato e usato anche da alcuni uomini...Fu quel nome a conquistarmi. Mi immaginai subito nelle sue mani, nelle mani di Spartaco. Sì, lui armato della sua Spada ed io in suo potere, là, nudo, pronto ad essere il suo balocco, il suo piacere, il suo servo, lo schiavo di uno schiavo ribelle e della sua Spada... E così mi ritrovai nella situazione, il gioco era cominciato ed io, che non volevo uscirne, ora non potevo più uscirne.“Vieni qua”, mi disse il giovane uomo appena varcai la soglia di casa sua. “Vieni qua e spogliati”. Ed io mi spogliai, subito, senza dire nulla. Sono un bell'uomo, snello e in forma, ed ero nudo per lui, nudo fuori e dentro di me, disposto a farmi esplorare da lui, il mio Spartaco.La “Spada” la trovai sul web. Cercatela anche voi, esiste davvero. “La Spada di Spartaco” è un gioco in vetro trasparente, un plug. Sì, come il plug-in, solo che qua “in” è dentro di te. Lucido, perfetto, guardatelo ed avrete anche voi il desiderio che ho io.Lo ordinai da un sito, arrivò in fretta e lo provai. Oddio, che piacere profondo, con l'olio denso e grasso che te lo fa scivolare in fondo... non volevo più lasciarlo uscire.Poi, in breve, perché so che volete l'azione, vi dico che incontrai il mio Spartaco in una chat casuale. Non cercavo donne o uomini, volevo parlare, parlare della “Spada di Spartaco”. Bè, e ...
    così capitai su questo tipo che subito capì il mio desiderio inespresso: desiderio di essere schiavo di una spada e del suo manico, del suo guerriero, del suo schiavo ribelle.L'uomo mi scopò subito la testa. Mi diede due o tre appuntamenti in chat in ore strane, tipo le quattro del mattino, per capire se ero docile e determinato. Ed io lo fui, volevo andare avanti. Lui era deciso, quasi duro, tagliente direi, ma mai volgare senza ragione.Fino al punto in cui mi diede appuntamento da lui, e l'ingresso ve l'ho raccontato.“Sono Spartaco, il tuo padrone”, mi disse, “e tu sei il mio prigioniero”.Ero nudo di fronte a lui vestito. Era estate, caldo, aveva jeans, infradito e t-shirt. Lo guardai in faccia e lui mi fece abbassare la testa con un cenno delle dita. Obbedii. Quel suo gesto mi fece già diventare duro. Il mio sesso fremeva. Lui emanava potere. Mi mise un collare in cuoio, e un guinzaglio. Mi tirò con lui in una stanza e mi disse “ora solleva il capo e guarda”. Al muro, una collezione di spade. Io non m'intendo d'armi, ma riconobbi una scimitarra a mezza luna, una lama giapponese lunga, un'altro aggeggio che sembrava dei crociati, uno spadone grosso e pesante, poi altri strumenti da guerra di paesi che non saprei identificare.Lui mi guardò e sorrise, poi si avvicinò al muro, dopo aver avvolto, senza stringere, il guinzaglio attorno al mio sesso sempre più duro e nudo, così giusto per poggiarlo da qualche parte. Spartaco prese la scimitarra e me la mostrò, dentro la sua guaina. ...
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