1. GIOVANNA DAL PENTACOLO 2


    Data: 11/06/2017, Categorie: Trio, Incesti, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Si era fatto tardi e la messa era già cominciata, nel raggiungere mia madre misi il ciondolo nel fazzoletto e nel farlo lo guardai: era un cornetto di corallo, incastonato in una corona d’ oro. Aveva la particolarità di essere biforcuto, insomma dalla radice i corni che si sviluppavano erano due e si aprivano come una “V”, ed entrambi erano ricurvi e appuntiti, di un rosso scuro … fascinoso. Feci tutto come lei mi aveva istruito, spezzai l’ ostia e la infilai nello stesso fazzoletto col corno biforcuto. Intorno al fazzoletto ci tenevo il vecchio pezzetto di pergamena. Due giorni dopo venne lo zio, erano quasi le otto di sera. Si sedette sul divano per seguire una partita di pallone … si fece portare qualcosa da mangiare, poi, mentre mi allontanavo, mi diede una pacca sul sedere, ridendo sguaiatamente e disse: - Piccola, questa sera un'altra lezione per te, dici a tua madre di tenersi pronta … Stasera dovrai vedere come lo si piglia in bocca, capito? – Scappai in cucina, cercando la protezione di mia madre. Il pensiero di vedere ancora il pene grosso e gonfio dello zio però, mi faceva trasalire e la mente mi riportava il profumo particolare di quel suo seme biancastro. Sapevo che si chiamava sperma e che l’ uomo lo cacciava quando era eccitato dalla donna. Quando la partita fu finita, lo zio ci chiamò sul divano, al suo fianco. Mia madre cercò di intercedere affinché io potessi andare di là, ma lui era deciso e la fece tacere. - Vieni adesso, siediti sul divano e togliti le ...
    mutande, presto – Lei era soggiogata da lui e non si ribellò. Si tolse la gonna e la poggiò ordinatamente su una sedia, poi si sfilò le mutandine bianche e restò davanti a noi col sesso esposto. Era molto bella, molto giovanile, non aveva un filo di cellulite. Ma non era eccitante, posso dirlo ora col senno di poi, si comportava come una bella bambola, ma senza l’ anima … probabilmente, capii col tempo, anche perché odiava quell’ uomo rozzo e cattivo. Lo zio, mi disse di guardare e di imparare, e questa cosa lo dovette eccitare molto. Si abbassò i pantaloni e rimise fuori il grosso uccello ritto e puntato verso l’ alto. Stando vicino sentii il caldo odore dell’ orina e del sudore, era chiaro che non si era lavato, infatti chiese a mia madre di leccargli bene il bastone e di lavarglielo con la bocca, succhiando tutto l’ umido umore e lo smegma, intorno alla testa. Mia madre lo accontentò con molta solerzia, soprattutto per far si che lui non si fissasse su di me e di conseguenza non mi mettesse le mani addosso. Io guardavo, ipnotizzata dalla scena, cominciavo di nuovo a sentirmi eccitata e, meccanicamente, mi strusciavo con la mia figa sul bordo della sedia, cercando di non farmi notare. Mia madre lavorava la testa del pene, grossa e rossa, mentre lo zio le toccava i buchi di sotto e glieli penetrava con le dita. - Adesso, ragazza mia – disse rivolto a me – hai veduto come si pulisce il mio “coso” - e me lo passò a pochi centimetri dal viso, lucido e durissimo – ora ti faccio ...
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