1. Un'esperienza forte


    Data: 12/06/2017, Categorie: dominazione, Autore: cagnetta, Fonte: EroticiRacconti

    Conoscere il padrone è stata un'esperienza forte. Più interiore che esteriore. Mi sono sentito aiutato a pensare e a fare in modo nuovo cose nuove. Il padrone che mi sono trovato di fronte si è autodefinito "morbido" per scelta e per carattere, non certo per debolezza. Perché cerca e vuole partecipazione se non non si diverte. Mi ha confessato che con me è stato più morbido del solito perché ha capito che questo era il varco per entrarmi dentro e per possedermi pienamente. Fin dall'inizio il padrone mi è piaciuto a pelle. Con il tempo non ho avuto altro che conferme in proposito, che mi hanno aiutato a rispettarlo non per posa ma sul serio. Questi sono i tratti del suo carattere che mi hanno colpito di più: intelligenza (mai ostentata); esperienza (umana e padronale); sincerità e schiettezza di pensiero (niente curvi e giri di parole), ma anche prudenza e tatto; serietà, puntualità, determinazione (che richiede e anche fornisce pur nel rispetto dei ruoli); disponibilità ad aiutare (anche il povero schiavo alle prime armi, impacciato e spesso in palla); forte senso dell'erotismo (nel quale mi sono sentito coinvolto). Alcune di queste qualità possono sembrare in contraddizione. Trovo che non sia così. Perché il padrone sa graduarle nel modo giusto, offrendo sempre il bastone e anche la carota. Quando è il momento di mostrarsi esigente, lo è sul serio. Quando vuole offrirmi una via d'uscita, me la mostra. Credo che sia tipico delle persone realmente forti non avere paura di ...
    manifestarsi e di apparire in certe occasioni motivatamente arrendevoli. E delle persone dure di apparire talvolta motivatamente più che disponibili. Senza per questo perdere il controllo di sé e delle situazioni. Strano ma vero, le regole (soprattutto la sottomissione, l'obbedienza, la devozione, ma anche prestare bene attenzione a quello che mi si dice, non divagare nelle risposte, non fare domande); i castighi (non le singole punizioni ma l'idea e la necessità di riceverle e di eseguirle alla lettera e anche la necessità di chiedere scusa e implorare e aspettare il perdono); gli ordini (la chiarezza dei comandi e la loro immediata messa in pratica senza indugio); gli autoinsulti (per esempio "sono un idiota", detto e ripetuto con convinzione, quando faccio una cazzata); tutte queste cose che il padrone mi ha insegnato le ho potute trasferire anche al di fuori del rapporto padrone-schiavo, facendole entrare nella mia vita e adottandole positivamente, per sentirmi subito migliorato con me stesso e con gli altri. Invece la completa sottomissione e la disponibilità incondizionata a interagire col padrone per realizzare ogni tipo di sua richiesta sessuale, con bocca e culo da schiavo, dopo aver imparato le posizioni di base (in piedi contro il muro, a gambe aperte, a pecora, a candela), secondo i gusti del padrone sul come affrontare le seghe, i pompini, le inculate e la sua sborra, così come l'impiego del perizoma, del collare e del guinzaglio, del morso, delle manette, della ...
«12»