1. io e i colleghi


    Data: 13/06/2017, Categorie: Trio, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Per lavoro devo andare a sistemare il PC nell'ufficio di Lucrezia, una donna di quasi quarant'anni non proprio bellissima ma abbastanza carina, forse un po’ troppo truccata per i miei gusti ma pur sempre una donna. La conosco da poco e non ci ho parlato molto con lei, non da l’aria di essere una libertina, ma quel giorno devo ricredermi. Per sistemarle il computer devo mettermi in ginocchio sotto la sua enorme scrivania, dove sto benissimo assieme alle sue gambe, visto che lei non può allontanarsi dal lavoro poiché deve firmare dei documenti importanti. Lucrezia però è agitata, non riesce a star ferma spostando le gambe un po’ di qua e un po’ di là. Non immagina che odore di figa mi arriva in faccia ad ogni suo movimento, eccitandomi. Dopo abbondanti dieci minuti di sgambettio finalmente si ferma ... a gambe aperte davanti a me, mettendo in bella mostra il boschetto che è la sua fighetta, non porta le mutandine, ho sbagliato tutto su di lei. Distolgo subito lo sguardo dalla stupenda visione cercando di concentrarmi sul lavoro da finire, ma la mia minchia batte fortissimo nei pantaloni. Lucrezia vuole farmi impazzire, con la sedia si avvicina alla mia faccia aprendo di più le gambe e facendo alzare la gonna quel tanto da farmi intravedere il taglio della figa. Mi lecco le labbra immaginando il magnifico sapore della passera bagnata, non resisto più. Finisco in tutta velocità il lavoro che mi hanno ordinato di fare, esco da sotto la scrivania e prendo la donna per le ...
    ginocchia, divaricandole il più possibile e fiondandomi a leccarle il boschetto ruvido. Lei scivola leggermente in avanti con il culo porgendomi meglio la vagina: inizio a leccarla con molta maestria e lentezza, entrando con la lingua tra le labbra a sfiorarle bene il clitoride e la passera, poi infilandola all'interno per muoverla prima piano poi velocemente. Lucrezia geme fortissimo, ho paura che ci scoprano, ma non riesco a fermarmi eccitato dal sapore buonissimo del liquido dolce e leggermente denso della sua fighetta. Il mio cazzo turgido vuole fottere a più non posso, faccio piegare la donna sul tavolo a gambe aperte, prendo la minchia appoggiandola al buchetto della figa che sento stretto attorno alla mia cappella durissima e bella grossa. Devo far forza per entrare di getto con i miei diciannove centimetri di verga, allungati da anni di massaggi prostatici, finendole dentro fino alle palle. Lei urla, bloccandosi per il dolore che le procuro, sento la sua passera calda stretta attorno al mio membro sempre più duro, l'eccitazione aumenta facendomi trapanare Lucrezia con forza, senza pensare alla porta a vetri da cui gli altri possono vederci. Sento la sua figa bagnarsi sotto i miei colpi man mano sempre più potenti, sta per godere e aumento il ritmo per venire assieme a lei, ma quando la donna gode con un urlo liberatorio io non riesco a liberarmi le palle. Tolgo il pisello dalla figa per piantarglielo nel culo, devo sborrare. – Ti farò male ma non stringere il culo, fa come se ...
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