1. Clarissa


    Data: 14/06/2017, Categorie: Trio, Autore: -Andreami-, Fonte: EroticiRacconti

    Clarissa, un tempo, era una bellissima donna. E oggi, all’età di cinquant’anni, non si fa fatica a crederlo. Clarissa è alta, un po’ appesantita dal tempo, lunghi capelli biondi raccolti sotto un velo bianco finemente ricamato. Grandi occhi verdi scrutano il mondo con curiosità. Clarissa ha un carattere forte, deciso. Ma sa essere anche dolce. È sensibile. Le piace amare. Quando il marito è in giro per l’Europa a guerreggiare lei diventa il faro della piccola comunità sul cucuzzolo di una vetta tra le Alpi. Una piccola mulattiera è l’unica strada che collega il piccolo villaggio alla valle sottostante. Nelle belle giornate estive un via vai di mercanti con i loro somari salgono e scendono dalla montagna. Nelle lunghe notti invernali pochi coraggiosi si inerpicano fin lassù. È da poco passata l’ora di compieta. Clarissa è già nella sua stanza dopo una lunga giornata. Fuori imperversa la bufera. Mulinelli di neve si formano negli angoli della piccola bifora, unica apertura per dare luce alla stanza. Nel grande camino un fuoco ardente scoppietta. La stanza è ampia. Un grande letto a baldacchino foderato di pesante raso blu si trova al centro. Uno scrittoio con faldistorio vicino alla finestra. Vicino al camino un tavolo di grosse assi di quercia con alcune sedie serve a cenare quando non ha voglia di scendere nelle stanze comuni. Una grande cassapanca di ebano e un pesante tappeto persiano completano l’arredamento. Clarissa guarda fuori dalla finestra. È incantata dalla neve, ...
    anche se qui è naturale in questa stagione. Mille pensieri nella sua testa. Il marito è lontano da mesi. Il peso della comunità è sulle sue spalle. Colpi alla porta la riportano al mondo terreno. “Avanti” La porta si apre e la testa di un servitore fa capolino. “Mia signora, un cavaliere è appena giunto a corte. Si trova all’ingresso principale. Chiede il permesso di pernottare nella magione” “Fatelo entrare e portatelo testé al mio cospetto. Prima di accordare il permesso voglio sapere la sua storia” “Sì. Mia signora” la risposta del servitore, che silenzioso ritrae la testa e richiude la porta. Clarissa è subito eccitata per la notizia inaspettata. In inverno, al castello, i forestieri non si presentano tanto spesso. Chissà chi è il cavaliere? Quale sarà la sua storia? Cosa l’avrà portato fin quassù? Si domanda mentre con una mano si liscia il lungo vestito di velluto verde come i suoi occhi. I ricami di filo dorato. Il corpetto è stretto in vita e la scollatura quadrata lascia che il generoso seno faccia capolino, invitante. Di nuovo colpi alla porta. “Avanti” ordina con voce perentoria. La porta si apre completamente e il servitore di prima è affiancato da un cavaliere dall’aspetto austero. Alto, imponente nel suo mantello scarlatto, punteggiato dalla neve che va sciogliendosi. Il viso plasmato da intere giornate all’aperto è piacevole. Lunghi capelli castani lo incorniciano. La mandibola è volitiva, le labbra carnose. Il naso dritto. Grandi occhi scuri fissano Clarissa. ...
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