1. VIAGGIO IN TRENO


    Data: 14/06/2017, Categorie: Etero, Orge, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Isabella stava sul marciapiede del binario, alla stazione. Aveva con se ben due trolley pieni di roba. Era un martedì sera. Stava tornando dai suoi in Calabria, il viaggio sarebbe stato piuttosto lungo. Aveva comprato un biglietto per un treno notte, almeno avrebbe dormito ed il tempo sarebbe volato. O almeno così sperava. Il vento gelido di quella sera di metà Dicembre nonostante i collant le entrava nelle gambe sotto la gonna, fino alle mutandine. Le era sempre piaciuta quella sensazione, i calzoni le piacevano ma le sembrava sempre di esserne prigioniera. A lei piaceva sentire il mondo addosso, camminare a piedi nudi in casa, guidare il motorino senza casco, fare il bagno nuda in una spiaggia assolata di fine luglio. Isabella era sola, sola in quella stazione, sola in quella città fredda e scura. Aveva lasciato i suoi amici, i suoi genitori ed il suo ragazzo dall’altra parte dell’Italia, lo aveva fatto per il suo futuro. Un lavoro ben pagato e a tempo indeterminato, non poteva certo rifiutare. Adesso sarebbe tornata nel suo paese natale, tra la sua gente, anche se era solo per le feste di natale.Il natale… quanta nostalgia, Isabella cercava di ricordare quando era stato l’ultimo natale in cui aveva provato euforia. Euforia per luci natalizie che piano piano riempiono le strade, per i parenti che vengono a fare visita e raccontano storie favolose, la nonna che cucina per tutta la famiglia, l’albero di natale, i regali ed il presepe. Le piaceva un sacco il presepe quando ... era bambina, era capace di restare a fissarlo per ore sdraiata a pancia sotto nella poltrona che si affacciava proprio sul presepe. Quasi vedeva quelle statuine muoversi, parlare, scambiarsi doni. Adesso il natale per lei significava la sfilata dei parenti, mille volte gli stessi discorsi, estraniarsi dalle chiacchiere e trovarsi a fissare un punto. Le nipotine che si ricordano a mala pena della zia ‘Bella, tutto così lontano e confuso.L’altoparlante annunciò il treno in arrivo per la seconda volta. Il fischio del treno, il rumore dei freni. L’aveva sempre affascinata il treno, i lunghi viaggi, il rumore dei binari che la coccolavano. Ma entrare in un treno di notte e da soli non era così affascinante. Corse incontro alla sua carrozza, la numero 6, pigiò il pulsante, la porta si aprì. Trovò la sua cuccetta. Nello scompartimento c’erano quattro letti, a castello a due a due, con un piccolo corridoio nel mezzo ed una sorta di comodino in corrispondenza del finestrino. Sopra ai letti c’era lo spazio per mettere le valigie. Prima tirò fuori da uno dei trolley una coperta, poi mise le valigie a posto, non senza un po’ di difficoltà. Infine preparò il suo letto. Era in basso, almeno non doveva scapicollarsi per raggiungerlo.Ecco, lo sapeva che aveva dimenticato qualcosa, non aveva preso il pigiama. In fondo non era una tragedia. Aveva prenota in uno scompartimento per sole donne. Isabella era un po’ angosciata, spogliarsi li, la porta della scompartimento nemmeno si chiudeva bene. ...
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