1. Come la luna per il mare... pura gravità


    Data: 14/06/2017, Categorie: Etero, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Mancava poco.Probabilmente era questione di altri due tiri di sigaretta e sarebbe entrato, avrei sentito la maniglia scendere, la porta aprirsi e poi richiudersi alle sue spalle.I muscoli tesi, rigidi, immobili in maniera innaturale. Dentro. Quello che c'era dentro non si può spiegare. Temevo la tenuta del cuore.Era giusto essere lì? In quel momento? In quel luogo? A quelle condizioni, le sue condizioni?Probabilmente no.Eppure... io non ci vedevo nulla di sbagliato. A parte dettagli assolutamente trascurabili come il non conoscere il suono della sua voce, ne tanto meno, avere un'immagine più o meno riconoscibile di come fosse fisicamente, il suo odore...mi piacerà il suo odore?Cazzo.Ero lì per come mi faceva l'amore con le parole. Ero lì per i pensieri che mi scatenava, per i desideri dirompenti che mi faceva nascere e la necessità di soddisfarli che faceva crescere. Ero lì perché era nicotina, non avrei mai saputo quanto sarebbe stato alto il prezzo da pagare per un momento di godimento, finché non sarebbe uscito da quella stanza. Ma prima sarebbe dovuto entrare.Le istruzioni erano state chiare:"Devi essere all'Hotel XXXX ore 10.00, io arriverò alle 11.00, così puoi prepararti. C'è una porta finestra che si affaccia su un terrazzo. La poltrona mettila lì di fronte. Assicurati di essere di spalle alla porta. Spogliati, nuda. Raccogli i capelli con uno spillone, niente elastico. Indossa solo quello che c'è nel sacchetto sul letto. Solo quello. Non togliere gli anelli che ...
    porti di solito. Aspettami."Appena entrata nella camera, il pacchettino sul letto fu il centro della mia attenzione. Chiusa la porta alle spalle non mi restava che scoprire cosa nascondesse. Onestamente senza avere la minima idea di quello che poteva contenere, mi aveva abituata a preparami alle cose più impensabili. Quel giorno non era proprio adatto a cose impensabili cavolo.Apro il sacchetto, senza guardare infilo dentro una mano.Seta.Sorrido, aveva capito. Non sarei stata forte abbastanza per affrontare ulteriori livelli di tensione con richieste quantomeno poco convenzionali, non quel giorno.Bianca, bianchissima seta. Un vestaglia delicatissima, quasi innocente e casta. Un biglietto che diceva:"...seta pura mostra donna impura..."Dio come adori i contrasti. Come adori, l'estremo ed il suo opposto. Il tutto ed il niente. Il fuoco e l'acqua.Poggio la vestaglia sul letto. Mi spoglio lì davanti. Con esagerata lentezza, quasi a sentirmi osservata. Diamine, non poteva vedermi potevo anche essere più scomposta, meno contratta, meno concentrata. Invece no, lui non poteva vedermi mai, ma io facevo sempre quello che mi chiedeva e come me lo chiedeva. Sapevo che avrebbe apprezzato sapendo che mi fossi spogliata con totale devozione, con attenzione ed estrema cura. Probabilmente era una liturgia, una celebrazione mia personale, un'allucinazione, una pazzia.I vestiti a terra, io nuda, la vestaglia sul letto.Non restava che indossarla. Come se fosse stata la prova finale, l'ultimo ...
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