1. Le ragazze del condominio


    Data: 15/06/2017, Categorie: Prime esperienze, Autore: geniodirazza, Fonte: Annunci69

    Quando furono realizzate le case del Torrazzo, sembrava fossero un posto da condannati, alla periferia delle civiltà, buono solo per gente che doveva accontentarsi; a vent’anni, al primo lavoro, la possibilità del miniappartamento appariva un sogno; e lo realizzai. Poi il quartiere crebbe, finanche troppo; vent’anni dopo era una zona residenziale quasi privilegiata; e si popolò rapidamente anche fin troppo. Il condominio, poi, era già di per sé un paesello, dove le generazioni si susseguivano numerose creando una particolare animazione, tipica dei luoghi chiusi, che prevedeva luoghi definiti, le stesse facce, gli stessi incontri. La prima generazione di bambini nati nel condominio ormai aveva quasi sui vent’anni e si distingueva per la vivacità che in genere hanno quelli che si sentono, in qualche modo, padroni del territorio che essi hanno, per primi, colonizzato. In particolare, si distinguevano due o tre ragazze che, dalla prima pubertà, avevano fatto di tutto per rendere la vita impossibile allo scapolo di poco più vecchio che abitava lì. Vederle ronzare intorno sculettanti e provocatorie in qualche modo mi divertiva e faceva sorridere; quando i loro scherzi erano leggeri e solo vagamente allusivi, rispondevo per le rime e il gioco rimaneva lì; quando, poi, le allusioni si cominciarono a fare più pesanti e dirette, fino a mettere in dubbio la mia virilità perché sembravo non accorgermi dei culetti tondi, dei seni prorompenti, della voglia che sprizzava da ogni poro ...
    della loro pelle: beh, a quel punto divenne più difficile lasciar perdere e far cadere i discorsi nel gioco. Valeria era decisamente la più aggressiva: forte di un fisico da sballo, che era praticamente esploso nel giro di poco mesi; supponente e sfrontata come tutti giovani; aggressiva e abituata ad andare dritta alla verità, non perdeva occasione per sottolineare il particolare interesse che aveva nei miei confronti; e, dal momento che aveva un chiaro istinto del capo, le altre si guardavano bene dall’accennare qualunque tentativo di contrasto. All’inizio furono scarne domande neanche tanto a sproposito, del tipo “Trovi che sia troppo grassa?” oppure “Pensi che il mio seno sia troppo piccolo?” fino a qualche provocazione “Ti piace il mio culetto?”. Poi il tentativo di seduzione prese una nuova piega, quella del romanticismo ad ogni costo; e me la trovai per le scale, nel cortile, davanti alla porta di casa perché voleva farmi leggere dei versi, ascoltare una canzone, parlarmi dei miei sogni. In certi momenti, arrivò ad infilarsi in casa mia con scuse banali, e a tentarmi con moine, accenni e carezze velate; finchè decisi che non era più il caso di sottostare: la presi per i fianchi e la baciai con violenza; rispose per un poco, quando le forzai le labbra e tentai di infilarle la lingua in bocca, ma si ritrasse e fu salvata dalla madre che la chiamava a gran voce. Ma l’esperimento non fece altro che ringalluzzirla; e me la ritrovai assai spesso in casa, pronta a baciarmi lei, ...
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