1. Io e lui sul divano, la moglie (incinta) in camera


    Data: 16/06/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: freek1977, Fonte: Annunci69

    Non dimenticherò mai quel giorno di novembre di 12 anni fa, quando invece di una tranquilla vacanza mi ritrovai a vivere una delle esperienze più allucinanti della mia vita, che definire perversa credo sia alquanto riduttivo, ma che oserei dire anche pericolosa, dato che avrebbe potuto generare una catastrofe. Ma andiamo per ordine, poichè vi voglio raccontare questa storia dall'inizio. Conobbi Marcello una sera di fine agosto dell'anno precedente, il 2001; dopo il lavoro mi ero recato al Passetto, dove a quei tempi (oggi purtroppo è quasi completamente sparita) c'era una zona di batuage piuttosto affollata. Ricordo come fosse ieri che, appena arrivato, notai un gran movimento di persone a piedi: tutti, puntualmente, passavano vicino a una macchina di colore grigio, dove dentro, si vedeva chiaramente, era seduto un uomo; la sua presenza lì non era certamente casuale, come non lo era quella di ciascuno di quei ragazzi e uomini che andavano in quel posto per rimorchiare. Anch'io quella sera ero in vena di rimorchiare, nonostante le mie tecniche di abbordaggio non siano mai state molto efficaci: purtroppo non ho la sfrontatezza necessaria che servirebbe per avvicinare qualcuno e parlarci, di solito aspetto sempre che sia l'altra persona a fare il primo passo e spesso me ne vado via da posti come il Passetto a bocca asciutta. Curioso di vedere in faccia l'uomo, o il ragazzo, visto che non avevo ancora capito che età avesse, che stava attirando l'attenzione di tutti quei maschi ... in cerca di un'avventura, mi avvicinai anch'io all'auto parcheggiata e improvvisamente accadde l'inaspettato: quando fui proprio accanto allo sportello egli tirò giù il vetro, mi guardò e disse: "Ti va di salire?". Non so descrivere bene la sensazione che provai quella sera, ma fu una grande gioia: lui mi aveva scelto fra tutti quelli che erano lì! Era riuscito a farmi sentire speciale e mi sembrava davvero di toccare il cielo con un dito. Quando salii in macchina notai che era proprio un bel ragazzo, con degli splendidi occhi verdi, che mi scrutavano curiosi. Appena aprì bocca capii che non era propriamente marchigiano e, mentre ci allontanavamo dal batuage (seminando invidia da parte di tutti quelli che speravano di essere al mio posto), mi disse che si chiamava Marcello, che era siciliano e che era qui ad Ancona per lavoro. Quella sera Marcello e io facemmo l'amore per la prima volta, ma non fu certamente l'ultima: seguirono altri incontri durante l'inverno e tutti finivano sempre con dell'ottimo sesso; eravamo arrivati a uno strano punto: non sapevamo, o perlomeno io non sapevo, se eravamo amanti, se eravamo semplici amici che ogni tanto scopavano (i cosiddetti “trombamici” che ora vanno molto di moda), o se avevamo una storia, ma purtroppo tutti questi interrogativi rimasero senza risposta poichè Marcello, di punto in bianco, all'inizio della primavera ottenne il trasferimento che aspettava e tornò in Sicilia. Prima che Marcello partisse, gli feci una promessa: appena ...
«123»