1. Al supermercato


    Data: 16/06/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: saralele21, Fonte: Annunci69

    Entrai nel supermercato accaldata per la torrida temperatura estiva. Una sferzata di aria fredda sparata dall'aria condizionata mi fece rabbrividire. Sentii i capezzoli inturgidirsi e li vidi sbucare impertinenti da sotto la camicetta. Non indossavo il reggiseno e sorrisi piacevolmente divertita dalla leggera carezza che lo sfregamento contro il delicato tessuto faceva al mio seno. Mi diressi verso il banco frigo che stava vicino all'entrata e mi chinai per scegliere una confezione di prosciutto. Alle mie spalle distinsi chiaramente una voce maschile sbottare sommessamente: «Porca vacca che culo!». D'istinto mi voltai incuriosita e vidi un uomo mangiarmi il culo con gli occhi. Il mio culo ha fatto un'altra vittima! pensai sorridendo, tornando con lo sguardo al banco degli affettati. Avanzai lungo lo scaffale cercando quel formaggio che mi piaceva tanto, quando di sfuggita lo vidi ancora alla mie spalle. Fingendo indifferenza, quell'uomo continuava a squadrarmi il fondoschiena. Dopo un attimo di imbarazzo, realizzai che la cosa non mi dispiaceva affatto. Mi stuzzicava l'idea che quell'uomo, che tra l'altro mi era sembrato anche di bell'aspetto, fosse rimasto così colpito dal mio culo. Continuai a girovagare all'interno del supermercato intenta a fare la spesa, ma ogni volta che mi giravo, lo vedevo dietro di me, a volte più lontano, altre più vicino, ma sempre con gli occhi fissi su di me con uno sguardo che lasciava capire bene che non vedeva l'ora di violare il mio ... didietro. Anziché sentirmi minacciata o turbata, mi sentii sempre più intrigata da quell'uomo. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Cercai di osservarlo con più attenzione e vidi che dimostrava una trentina d'anni come me, era fasciato in una t-shirt nera che metteva in risalto il fisico asciutto, e divertita notai che i jeans non riuscivano più a celare il suo pacco decisamente ingrossato. A quella vista sentii l'eccitazione salire sempre più. Era un perfetto sconosciuto, per quanto ne sapevo poteva essere un maniaco pervertito o un assassino, ma in quel momento l'unica cosa che avrei voluto era andare da lui e stringere quel pacco nelle mie mani. Sentii il battito accelerare e la mia fica inumidirsi e diventare sempre più impaziente di godere. Proseguivo fingendomi indifferente, ma continuavo a cercarlo e soprattutto, ogni mio gesto non era più rivolto alla spesa, ma a sedurre quello sconosciuto, così continuavo a riempire il carrello con articoli che si trovavano nei ripiani più bassi così che il mio culo sodo fosse ben esposto, camminavo lentamente e non mancavo di lanciargli occhiate maliziose e infuocate. Quel gioco stava diventando sempre più eccitante. Chissà se il suo cazzo è davvero così grosso come sembra da quel pacco? Pensavo sempre più arrapata, e già mi immaginavo di godere facendomi scopare da lui. Ma l'immaginazione non mi bastava. Io quel cazzo lo volevo davvero dentro di me, così cominciai a pensare a dove e come avremmo potuto sfogare i nostri bollori fino a ...
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