1. Quelle unghie laccate di rosa


    Data: 16/06/2017, Categorie: Etero, Trio, Autoerotismo, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    A Thalames non c’è praticamente nulla.O, per meglio dire, Thalames offre talmente poco, ha così poche attrattive, che anche noi che abitiamo in zona ci andiamo molto di rado.E quando ci andiamo è solamente perché abbiamo un motivo valido per recarci al paese: magari un motivo di lavoro, o una visita ad un parente o ad un amico.Di certo nessuno va a Thalames per fare solo una passeggiata e per ammirare le bellezze del luogo.E di turisti, ovviamente, nemmeno l’ombra.Poche case, abitate da un centinaio di persone, vecchie abitazioni affacciate sulla stretta via principale, un piccolo negozio di alimentari, un bar vetusto sull’unica piazzetta del paese, e frequentato dai molti anziani che a Thalames vivono.Altro non c’è, a parte la chiesetta all’ingresso del villaggio.Questa è Thalames, e non credo sia difficile capire perché nessuno ci vada mai.Superata Thalames, subito fuori il paese, là dove la strada inizia ad inerpicarsi sulla collina, una curva dietro l’altra, tra le pecore e le capre al pascolo, circondata da olivi secolari, a dominare il mare e le poche case sottostanti, c’è la villa.Thalames non la conosce nessuno, ma la villa è famosa in tutto il circondario, per la valanga di chiacchiere che da anni si fanno su quello che si dice accadere tra quelle mura.Ora vi spiego.La villa, un’imponente costruzione in pietra, ristrutturata interamente una decina di anni or sono, è di proprietà di Stergos Papaioannu, uno dei principali produttori cinematografici di Atene.E tra i ... film che questo esimio signore produce, ve ne sono molti che, eufemisticamente, potremmo definire “per adulti”.Per dirla tutta, Stergos Papaioannu è il primo produttore di film hard di tutta la Grecia: plurimiliardario, il nostro comprò la villa (a quei tempi ridotta quasi in rovina), la restaurò completamente, vi aggiunse un’enorme piscina, arredò gli ambienti senza badare a spese e la trasformò nel set cinematografico privilegiato dei suoi film porno.L’alto muro di cinta che fece costruire, tutto attorno alla proprietà, confermò indirettamente quello che si mormorava in giro: e cioè che nella villa si scopava, si trombava alla grande, in ambienti raffinati ed accoglienti, nel lusso e nello sfarzo, e sotto l’occhio vigile e costante, e per nulla discreto, delle telecamere.E il continuo via vai di auto con splendide donne a bordo cancellò definitivamente anche l’ultimo dei dubbi, convincendo della veridicità della cosa anche il più irriducibile e scettico dei paesani.Thalames continuò ad essere ignorata, ma la villa, soprattutto fra noi giovani dei paesi vicini, divenne, come potete ben immaginare, il luogo dove la fantasia faceva accadere di tutto e di più.Se ne parlava nei bar, la sera, davanti ad una birra, e si fantasticava per ore su quel luogo di perdizione e vizio, nel quale, però, tutti avremmo pagato non so cosa per potervi entrare.E così circolavano storie di tutti i generi.C’era quello, mi pare il cugino di Dimitri, che andava raccontando che una sera, arrampicatosi ...
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