1. Il dubbio 4


    Data: 16/06/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: dott50, Fonte: EroticiRacconti

    In bagno Piero si svestì con naturalezza invitandomi, con un sorriso franco e leale a fare altrettanto; così anche io mi spogliai ed entrambi nudi ci infilammo sotto la doccia. Avevo intuito giusto sul nomignolo che gli avevano affibbiato al Tropicana; già in condizione di riposo era grosso e largo oltre che lungo; cercai di contenere lo stupore e la vergogna per il mio arnese imparagonabile a quello di Piero che forse avvertì il mio imbarazzo e per fugarlo mi chiese con garbo di insaponargli la schiena, cosa che io mi affrettai a fare; ed a quel punto Lui, 40 anni ben portati iniziò a condurre il gioco; mi chiese con tono di voce bassa e roca, di insaponarlo lentamente, con movimenti ampi che coprissero tutta la schiena, assumendo così la veste di mentore in un campo per me, poco più che quindicenne, del tutto nuovo. Dopo un pò si girò sussurrandomi di continuare sul petto e poi piano accompagnò verso il suo pube il mio braccio. Il suo membro stava prendendo consistenza e la mia mano non bastava a contenerlo; alla base era molto largo. Ad essere sincero, non ero affatto coinvolto dalla situazione e la vivevo in maniera surreale, ma non ero stupido ed avevo capito benissimo qual'era il mio ruolo ed il mio compito; cercavo solo di uscirne fuori da quella situazione senza grossi danni e con qualche banconota in tasca; perciò pensai bene di masturbarlo e fargli raggiungere l'orgasmo nel più breve tempo possibile; ma Piero non era uno sprovveduto; tutt'altro, aveva alle spalle ...
    una lunga esperienza, come scoprii in seguito ed aveva già vissuto altre situazioni simili; perciò ogni tanto mi rallentava il ritmo e tentava di farmi inginocchiare per mettermelo in bocca; ma la cosa non mi andava proprio ed opponevo una sincera resitenza; Ad essere sincero, Lui non insistette e dopo qualche tentativo, rinunciò, interruppe le mie carezze sul suo pene, rimanendo sempre sereno e rassicurandomi che si trattava di un gioco che ci doveva trovare entrambi consenzienti, altrimenti non "c'era alcun problema". Così ci asciugammo e tornammo in cucina dove Mario indossava un grembiulino e Ferruccio ad ogni piè sospinto gli palpava il culetto, mentre sui fuochi della cucina bollivano gli spaghetti. Durante la cena abusai volutamente del vino; pensavo così di annebbiare la mente, attenuare le mie inibizioni ed essere così più disinvolto. Raggiunsi facilmente lo scopo che mi ero prefisso poichè ero pressocchè astemio, così dopo cena non opposi alcuna resistenza ad appartarmi con Piero in una delle camere da letto, mentre Mario e Ferruccio occuparono allegramente l'altra. Ci spogliammo e ci infilammo sotto le coperte; Piero iniziò ad accarezzarmi con dolcezza accompagnando le carezze con apprezzamenti sul mio fisico e sulla mia persona; mi diceva che ero carino, avevo begli occhi, un bel viso, belle labbra; mi sussurrava che mi aveva notato una volta, insieme a Mario, prima ancora della serata al Tropicana e che era stato Lui a pregare Mario di portarmi al Tropicana; fu ...
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