1. Salus Per Aquam


    Data: 16/06/2017, Categorie: Etero, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    SALUS PER AQUAM Dal suo tavolo singolo Wolfgang poteva vedere tutta la sala. Nessuno, nell’andirivieni dell’ora di cena, sfuggiva al suo spirito di osservazione. L’agente di commercio greco che aveva incontrato in numerose fiere; una coppia di russi, lui sulla quarantina e già appesantito dall’alcol lei una ninfa alta e sinuosa appena uscita dall’adolescenza; la vedova Richter che come ogni anno era venuta a scaldare le vecchie ossa per un paio di settimane; e poi coppie di anziani altolocati, e altre coppie di giovani che si regalavano il week end in spa.Guardare la gente era per lui una forma di relax, al termine delle impegnative giornate in fiera per conto dei suoi clienti. Meccanica di precisione tedesca. Non che fosse un settore di cui era particolarmente appassionato. Sicuramente era una delle punte di diamante del suo paese, ma il campo cui dedicare il proprio lavoro era puramente un dettaglio per lui.Quello che amava era il proprio lavoro, fare l’agente estero. Viaggiare continuamente. Vedere. Scoprire. Conoscere tante, tante persone di cui poteva ricordare nome e fisionomia anche dopo anni.E vendere. Vendere vendere vendere. E per vendere usare la parola, piegarla per persuadere, far ridere, condurre la gente a fidarsi e preferire i suoi prodotti a quelli altrui. E alla parola univa il fascino di cui era pienamente consapevole, i capelli grigi lucidi di brillantina, sul volto la bellezza cimbra dei tedeschi di Monaco, completi di sartoria a celare il corpo alto e ... ancora atletico a quarant’anni passati.Era stata l’ultima fiera di Milano a portarlo in quell’hotel spa sulle Alpi svizzere. Quando in fiera batteva i target che si era prefissato, si premiava con un week end in spa sulla via del ritorno per Monaco. Sorridendo pensò di essere ormai un habitué di quel gioiello iper moderno incastonato tra i boschi. Bastavano poche ore tra piscina, sauna e massaggi a fare calare drasticamente il livello di tensione, e raggiungere quello stato di rilassamento che permette di riappropriarsi dei propri sensi. Wolfgang si adagiò contro lo schienale della sedia e si mise a decantare il Traminer nel bicchiere. Il profumo intenso del vino lo inebriò, contribuendo a fargli staccare completa-mente la mente dall’ultima, faticosa giornata di lavoro. Le mille sfumature del vino gli ricordarono i boschi e le montagne che lo circondavano, che in forma diversa avrebbe gustato tra pochi istanti, e successivamente ammirato dal terrazzo della camera. Poi, come sempre, ci sarebbe stata la nuotata della sera. Certo non prima di aver provato le novità dello chef, pensò gettando uno sguardo distratto all’entrata del salone.Fu allora che la vide. Una tigre in forma di donna. Un bellissimo, solitario felino capace di ammaliare il proprio cacciatore. Alta e statuaria; il seno generoso coperto da una camicia di seta; i capelli mori erano tagliati corti ed esaltavano il viso regolare, impreziosito dal minuto naso all’insù e le labbra distese in un sorriso rilassato.Poteva ...
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