1. Adriana incontra Monica


    Data: 17/06/2017, Categorie: Saffico, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Non sarei dovuta tornare a casa ma passandoci molto vicino durante i mie giri avevo deciso di salire per mangiare qualche cosa e rinfrescarmi, considerato che la giornata era molto calda. Appena entrata avevo poggiato all’ingresso il portatile, avevo gettata la borsa su una sedia e scalciati via i sandali, mi piaceva sentire il freddo del marmo sotto i piedi, andai subito in cucina, lavate le mani, affettai il pane e presi dal frigo del burro e una confezione di salame, mi accingevo a prepararmi un panino, quando sentii suonare al citofono> · Signora mi scusi, dovrei lasciare dei plichi all'architetto dell’interno 2 ma non mi risponde, posso lasciarli a lei per non tornare.> · Va bene salga l’aspetto> Quando aprii la porta mi trovai davanti una donna della mia età non troppo alta, i capelli castani lisci ben curati, occhi di un verde abbagliante, il seno grande a stento trattenuto dalla leggera maglietta scollata che lasciava intravedere le grosse areole scure, portava due grosse scatole di campionari, le dissi di lasciarli sulla sedia all’ingresso, lei lo fece, poi con un sorriso mi chiese se poteva avere un bicchiere d’acqua, le dissi di venire in cucina, mentre la seguivo non potei non ammirare le sue forme, le cosce tornite e i glutei ben formati, le versai l’acqua e mentre gliela davo vidi che guardava il mio panino semipronto con sguardo avido. Mi stavo preparando un panino ne vuole uno anche lei ? Non vorrai arrecarle troppo disturbo, prima i pacchi, poi l’acqua ... adesso anche il panino. Ma non è nulla in fondo è più piacevole mangiare in compagnia Tagliai dell’altro pane, lo imburrai e lo imbottii con il salame, la feci sedere vicino al tavolo della cucina, glielo porsi con un tovagliolo di carta, presi il mio e mi appoggiai vicino al tavolo mangiando, intanto la osservavo, nel vedere le sue labbra i piccoli denti bianchissimi, la lingua rosea che guizzava fuori la bocca, un brivido mi percorse la schiena. La guardai con interesse, la gonna le era salita sulle ginocchia lasciandomi vedere l’inizio delle cosce bianche e invitanti, la maglietta ben riempita dal seno lasciava trasparire lo scuro delle areole e i capezzoli, non trattenuti da alcun reggiseno, risaltavano scuri contro la stoffa. I capelli le erano scivolati sul viso, nell’addentare il panino una ciocca le era andata sulle labbra, la scostò con un movimento grazioso della mano, continuò a mangiare, la ciocca ribelle riscese sulle labbra, stavolta fui più veloce di lei, le mie dita la sfiorarono, ebbi un tuffo al cuore quando la sentii sollevare la mano prendere la mia e stringerla sulla sua guancia, rimanemmo per un attimo così poi io come in trance mi chinai e posai le mie labbra sulle sue, erano fresche e dolci, le carezzai con lingua, lei le schiuse offrendomi la sua piccola lingua rosea, ci leccammo a vicenda poi il bacio divenne più violento, avevo posato il panino sul tavolo, le bocche si erano fuse e le lingua guizzavano come serpenti allacciandosi. La mia mano scivolò sul ...
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