1. IL RICATTO 4


    Data: 17/06/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: nh-paul, Fonte: Annunci69

    Capitolo 4 Ovviamente si toccò. Eccome se si toccò. Tanta era la voglia che aveva che non sapeva da che parte cominciare a toccarsi. Era così forte l’eccitazione che Corrado gli aveva messo addosso con tutto quello che avevano fatto insieme che trascorse tutta la serata con l’uccello duro, aspettando solo che si facesse un’ora decente per andare a dormire, cioè potersi chiudere in camera. Quella sera fece tutto in fretta e se ne andò a dormire prima che poteva. Quando finalmente fu certo di essere solo, si denudò in un attimo. Aprì l’anta dell’armadio e si pavoneggiò davanti allo specchio. Si sentiva bello e lo era davvero. Prima davanti, si accarezzò, poi di dietro a guardarsi il culo e soprattutto il buco che credeva non potesse chiudersi più. Invece gli pareva tornato normale. Anche se gli faceva un po’ male. Di un dolore strano, che non era completamente spiacevole, perché ogni volta che ci pensava, gli faceva male, ma quella stessa sensazione andava a finire davanti, alla punta dell’uccello. E là non era più dolore, ma piacere. Piacere puro. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Allargandosi il buco del culo, per guardarci dentro, sentì come delle scosse di piacere terminanti all’uccello. L’idea di infilarci un dito lo turbò, ma solo per un attimo. Un momento dopo aveva l’indice della mano sinistra tutto dentro e meno di un minuto dopo c’era anche il medio. Dopo aver osservato per bene l’effetto che faceva al suo culo essere chiavato da due dita, un bell’effetto di ...
    apertura, pensò, si trascinò sul letto e con la mano libera se lo menò. Riuscì a darsi non più di tre, quattro colpi, prima di bagnarsi. Nell’orgasmo, la cosa che lo colpì oltre ogni dire, furono le contrazioni del buco ad ogni schizzo di sperma. Aveva anche pensato di addormentarsi con le dita in culo, ma ovviamente la mano gli scivolò via non appena ebbe posato il capo sul cuscino. Si svegliò quando era già notte, terrorizzato da un sogno: che sua madre fosse riuscita ad entrare e l’avesse scoperto nudo sul letto con le mani dentro al culo. Fortunatamente non era accaduto, ma solo perché s’era chiuso a chiave. Questo l’avrebbe scoperto il giorno dopo, quando la mamma gliele avrebbe suonate con la pantofola, facendogli un male cane. Quella notte, quando si svegliò, invece, pensò solo ad indossare il pigiama e a tornare a dormire. Non prima di aver ripassato gli esercizi del giorno prima. Che poi era l’infilarsi due dita in culo e menarsi l’uccello. Stavolta ci mise un po’ a venire, ma quando si addormentò era in una posa assolutamente innocente. Quando Michele se ne fu andato, Corrado restò per più di un’ora a fissare il soffitto. Conosceva ogni imperfezione dell’intonaco, perché guardare la volta della sua camera era un esercizio al quale indulgeva da quando poteva ricordare. Gli serviva per meditare. In quei sessanta, forse più, minuti pensò molto. Poi si assopì, perché era stanco, ma si svegliò convinto, sicuro di ciò che avrebbe fatto. La nudità l’aveva sempre eccitato. Poter ...
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