1. Dolce vendetta


    Data: 17/06/2017, Categorie: etero, Autore: Lucciola fra le mani, Fonte: EroticiRacconti

    Ciao, sono la consulente finanziaria, quarantatreenne, infelicemente sposata (E te lo credo!!!) con un cinquantenne. Adesso è ufficiale: quel grandissimo bastardo di mio marito mi tradisce! E chissà da quando! Ora si spiega perché da oltre un anno scopiamo se, e quando pare a lui, e perché se anche giro nuda per casa non mi degna neanche di uno sguardo e non è che io sia un cesso, anzi, chiedetelo a Wassim l'amante che sono stata costretta a farmi per arginare questo pauperismo di cazzo e per sentirmi ancora femmina e desiderata. L'altro pomeriggio mentre lo stronzo pisolava sul divano, mi sono presa la libertà di dare una sbirciatina nel suo cellulare (proprio perché nutrivo dei sospetti) e ho trovato, senza neanche troppa fatica, un sms non cancellato o forse lasciato volutamente per i posteri a testimonianza delle grandi qualità amatorie di cui è dotato. Recitava testuale: "-Caro, ieri sera ti sei superato. Essere sodomizzata da te è stata un'esperienza davvero eccitante. Lo dobbiamo rifare ancora e ancora. Un bacio, tua Alba.-" Non vi dico come mi sono sentita! Anche se è un gran bastardo, figlio di puttana è pur sempre mio marito e il padre di nostra figlia; è stato come aver ricevuto un pugno nello stomaco. Ma il mio cervello è rimasto vigile; ho fotografato col mio i-Phone il testo del messaggio e ho memorizzato il numero della troia. Potrebbero sempre tornarmi utili. I giorni passano e non riesco a trovare un modo per fargliela pagare; o meglio un' ideuzza mi era ... anche balenata in testa ma dovrei svilupparla e ora faccio fatica a restare concentrata. Passo da momenti di depressione in cui vorrei scomparire ad altri di totale euforia in cui vorrei allegramente ucciderlo. L'unica, magra consolazione in questa faccenda è che mi è sparito quel seppur vago senso di colpa che ogni tanto mi rodeva per averlo a mia volta tradito. Che stupida! Ho telefonato a Wassim. Gli ho spiegato quello che mi era successo e come mi sentivo. "Dobbiamo vederci. Appena combino, ti faccio uno squillo in ufficio". Fu la sua risposta. Una settimana dopo telefona. Appuntamento per l'indomani alle 11, al Motel fuori dal casello autostradale. Non ha molto tempo e questo è l'unico modo veloce per vederci. Prenderò un permesso. La mattina mi metto in tiro per l'occasione: tubino blu elettrico sopra il ginocchio, autoreggenti velate nere e scarpe anch'esse blu, tacco dodici. Prenoto un taxi. Durante la corsa l'autista non fa altro che "aggiustare" lo specchietto retrovisore per riuscire a sbirciarmi tra le gambe. Quando arriviamo al parcheggio, Wassim è già lì ad attendermi insieme ad un suo amico, Vittorio, bel tipo, massiccio, 1,80, sulla cinquantina testa rasata per l'incipiente calvizie, un po' di pancetta. Pago il taxi e prego l'autista di ritornare a prendermi qui fra un ora esatta. Visto il luogo e immaginandosi la situazione galeotta, annuisce lanciandomi un'occhiata marpiona e continuando a fissarmi anche mentre fa manovra e si allontana. Fatte le dovute ...
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