1. Il casale in campagna


    Data: 17/06/2017, Categorie: Orge, Incesti, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Io vivo qui.Un casale nella grande campagna, lontano dal centro abitato. Prima che io nascessi, mio padre ha mollatoli tranquillo lavoro in banca e, coni soldi della liquidazione, ha comprato il casale, il podere intorno e si è messo a fare l’agricoltore. I miei tre fratelli, tutti più grandi di me, lo aiutano nei campi, mentre mia madre tiene in ordine la casa e cura la vendita dei prodotti.È una santa donna, mia madre. Non perde la Messa domenicale per nessuna ragione e pretende che recitiamo le preghiere prima dei pasti e di andare a letto.Poco discosto dal nostro, c’è un altro casale. Vi vive una famiglia pressappoco come la nostra.Questa storia comincia proprio da lì. O meglio,comincia con una domanda.“Mamma, come mai dalla casa dei nostri vicini si sente sempre urlare?” chiesi un giorno che eravamo sole in casa e preparavamo la cena per il rientro degli uomini . Dal casale vicino, infatti, si sentiva gridare e si capiva che doveva trattarsi di una discussione animata. Succedeva quasi tutti i giorni: una volta vedemmo addirittura uno dei figli dei vicini che inseguiva il padre, brandendo una pala.“Vedi, Nadia, la vita in campagna è molto dura. È un lavoro massacrante e, quando la giornata finisce, non puoi neanche passare un paio d’ore con gli amici al bar. Gli uomini, poi, quando sono giovani, hanno bisogno di sfogarsi, di passare un po’ di tempo con le ragazze… non sono fatti proprio come noi. Se non si sfogano, diventano irascibili. Bevono e non si controllano ...
    più.”“Ma allora, perché a casa nostra non accade?”“Perché, innanzi tutto, siamo timorati di Dio e poi perché la mamma si prende cura di loro. Capisce quando sono su di giri e sa qual è la medicina. Un piccolo sacrificio, ma ne vale la pena. Credimi!”Avevo quindici anni, sapevo già qualcosa sul sesso, ma non associai le parole di mia madre a quel argomento. Mi accontentai, per il momento.Passò qualche tempo. Era autunno inoltrato e gli uomini passavano dai campi alla casa, nel grigiore dei giorni uggiosi. Una sera, mentre cenavamo, si accese una discussione tra Giulio e Mimmo, i miei fratelli più grandi. Dapprima sembrava un normale scambio di idee, ma poi i toni cominciarono a salire.“Basta!” intervenne mamma “è colpa mia. Vi ho trascurato un po’, ultimamente. Ne discuteremo stasera, tutt’insieme.” Fu sufficiente a spegnere ogni animosità.. Finimmo di cenare ed io e mamma sparecchiammo, mentre papà ed i miei fratelli si spostavano nel salotto a vedere la TV. Quando li raggiungemmo, notai una certa impazienza, soprattutto nei miei fratelli. Ero convinta volessero discutere al più presto, ma, a dispetto dell’insofferenza che andava crescendo, nessuno accennava ad intraprendere il discorso. All’improvviso, come una folgorazione, capì che ero io ad impedire che la situazione evolvesse. Così, fingendo d’aver sonno. Me ne andai in camera mia.Ma la curiosità, capirete, non mi faceva prender sonno. Così, dopo una mezz’oretta, uscì nuovamente dalla mia camera. La casa era tutta al buio.- ...
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