1. Il Cambio


    Data: 18/06/2017, Categorie: Etero, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Sono una ragazza normalissima come tante, lavoro, faccio shopping, vado al cinema. Ho un po’ di imbarazzo a raccontarvi quanto mi accade ma ho bisogno di parlarne ed è giunto il momento di farlo. Il passaggio alla pubertà è stato per me un po’ difficile, a causa del mio sviluppo fisico un po’ tardivo e così, mentre le mie compagne avevano già gli attributi sessuali tali da attirare i ragazzi anche più grandi, io ero invisibile all’universo maschile. Tutte le mie compagne avevano il fidanzatino ed io no. Non ero brutta, ma nemmeno attraente. La situazione mi pesava parecchio e, allo scopo di attirare l’attenzione su di me, cominciai a regalare ai miei compagni momenti di sesso allo stato puro. Era sufficiente che uno di loro me lo chiedesse ed io accettavo di masturbarlo con cura. La voce si era sparsa a scuola e masturbavo non solo i miei compagni di classe ma anche quelli più grandi, ragazzoni di diciotto, diciannove anni che si facevano masturbare tranquillamente da me. In genere masturbavo ragazzi per i quali non nutrivo alcun sentimento, né mi attiravano fisicamente. Probabilmente si trattava di una forma di narcisismo/esibizionismo per colmare l’assenza di autostima.La tecnica era sempre la stessa e facevo tutto io. Andavamo in bagno, entravamo insieme in un gabinetto dove stavamo a malapena in due, gli abbassavo i pantaloni, le mutande e li masturbavo in piedi, guardandoli negli occhi. Senza mai nemmeno baciarli. Mentre li masturbavo gli sorridevo, gli dicevo parole ... dolci e poi ….. cercavo di ripararmi dagli schizzi che immancabilmente arrivavano rapidi. Assistevo ai loro orgasmi aiutandoli con gridolini e sospiri più o meno invitanti, ma tutti rigorosamente falsi.Inizialmente masturbavo tutti quelli che me lo chiedevano, poi iniziai ad essere selettiva concentrandomi su quelli che mi piacevano di più. Logico che in questo modo pestai i piedi di molte mie compagne che cominciarono ad isolarmi. La qualcosa, invece di scoraggiarmi, mi spinse a continuare su quella strada. Li incontravo, chiedevano, abbassavo i pantaloni e ….. zac lo schizzo era fatto.Ricordo ancora un pomeriggio, durante la gita scolastica a Parigi, sul lungo senna una mia amica ed io ci eravamo staccate dal gruppo e giravamo sole facendo finta di essere parigine. Fummo avvicinate da un signore sulla quarantina che ci parlava in francese senza smettere e senza capire che non capivamo una sola parola. Aveva un tono di rimprovero, come fossimo colpevoli di chissà quali crimini. Avevamo un po’ paura di aver fatto qualcosa di male. Dopo qualche minuto, guardai con aria interrogativa la mia amica e le dissi: “Ora lo masturbo, così sta zitto…..” e così mi avvicinai a lui sorridendo e gli passai la mano sul pacco. Lo guadavo negli occhi e vidi contemporaneamente la paura che volessi fargli del male ed il desiderio che glielo facessi davvero. Del cazzo, però, nemmeno l’ombra. E così mi presi la briga di verificare con mano. Gli tirai giù la cerniera, infilai la mano, mi infilai sotto ...
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