1. Una bella lezione


    Data: 18/06/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: PaoloeMarta, Fonte: EroticiRacconti

    Silvia alzò gli occhi in direzione dell’orologio appeso sulla parete della cucina e si chiese se fosse opportuno chiamarla a quest’ora. Arrivò alla conclusione che con molta probabilità non avrebbe ancora iniziato a cenare, impugnò la cornetta e pigiò il tasto numero due. -Porta troia, cazzo, cazzo come scotta! -Franca tu sei l’unica persona al mondo che risponde al telefono con delle imprecazioni al posto di un classico “pronto”. -Ciao stupenda! Scusa, scusa, scusa. E’ che cercavo di aprire il forno e rispondere in contemporanea… -Preferisci che ti chiami dopo? -Ma figurati. Va benissimo anche ora. Se aspetti che non abbia niente da fare ci sentiamo tra un secolo. Come stai tesoro? -Non male. Direi che è un buon periodo. -E il tuo ometto? Lo sciagurato! E’ fuori di casa, come tutti i mercoledì, immagino? -No. E’ in poltrona davanti alla tv. -Allora oggi non è mercoledì! -Stupidina! Sai benissimo che oggi è mercoledì. -Allora è morto e non te ne sei accorta, dagli un pizzicotto. -Non è morto, te lo assicuro. -Allora lo hai addormentato. -Sì, con la ninna nanna! -Intendevo dire che gli hai dato qualcosa per farlo dormire! -Si dice narcotizzato, in quel caso. E comunque non l’ho fatto. E’ pacifico e sereno che si guarda un programma televisivo.. -E figurati se non mi correggi. Narcotizzato, addormentato. Ma che due palle che sei. Non sei proprio cambiata. La solita snob, precisina… precisina. -Non sono snob, solo che presto attenzione al linguaggio. -Sì. Soprattutto al mio. ...
    Ma com’è che ti sono ancora amica! Dovrei odiarti, dovrei! Certo che siamo parecchio diverse. -Complementari, oserei dire. -Te l’ha mia detto nessuno che rompi il cazzo ste precisazioni? –Franca ridendo. -Da quanto tempo ci conosciamo? -Da quello sciagurato giorno che in prima elementare ho deciso di sedermi nel tuo banco. -E’ stata la tua fortuna! -Che vuoi dire? Stronza! -Col piffero che ti avrebbero promosso, altrimenti! -Cosa vuoi far credere che… -Si dice insinuare-Silvia interrompendola. -Ok. Ok. Che cosa vorresti insinuare? -Non insinuo! Affermo con certezza! Ti avrebbero segato immediatamente. Altro che finire le superiori. Ma te la ricordi la tua maturità? -Beh. Che ho fatto di strano? Sono stata sfortunata. Durante l’esame di ragioneria non riuscivo a decifrare la calcolatrice. Pura sfortuna! -Hai tralasciato un particolare. -Quale? -Che la tua calcolatrice l’avevi dimenticata a casa, proprio nel giorno meno indicato, e deo gratias che il membro interno ne ha trovata una all’ultimo istante. E vogliamo parlare della trousse? -Cosa aveva la mia trousse? -Aveva che l’avevi scambiato per l’astuccio delle penne! Ti rendi conto? Dimenticate a casa pure loro! -Silvia singhiozzando dalle risate. -Hai ragione. Come siamo diverse. Lo siamo sempre state. Sembravamo una principessa e una popolana. Inutile dire chi fosse la prima. Me lo diceva sempre mia madre: ma perché non ho avuto una figlia come Silvia? -Probabilmente perché da bambina distruggevi tutto. Parevi un maschio ...
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