1. Non mi piace andare all'università!


    Data: 18/06/2017, Categorie: Etero, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Quel giorno avevo una pausa pranzo piuttosto lunga, dalle undici del mattino alle due del pomeriggio; appena uscii dall'aula, composi il suo numero e lasciai squillare, mentre a passo veloce mi dirigevo verso casa sua.Gli spiegai, a suo tempo, che per me è fondamentale che il mio uomo sia sempre raggiungibile; appena decidemmo che la nostra relazione sarebbe divenuta stabile, impostò il telefono di modo che la suoneria lo svegliasse, se stava dormendo.Al terzo tentativo mi rispose e ormai ero giunta a destinazione "Mi apri?". Non replicò nemmeno, fece scattare la serratura; mi precipitai verso le scale, interrompendo la chiamata.Entrai nella sua stanza mentre lui, asciugamano attorno alla vita, stava tornando sotto la doccia. Posai la borsa, sfilai il giaccone e le scarpe con un sospiro di sollievo. Sbottonai la camicetta, la tolsi coi jeans: ammucchiai tutto su di una sedia, senza badarci troppo, ma facendo attenzione che in cima rimanessero il mio reggiseno e gli slip.Irruppi nel bagno pieno di vapore, chiudendomi la porta alle spalle con uno schianto; vi posai una mano, interrompendo le vibrazioni del legno.Egli apre le ante della doccia, perplesso, mi lascia passare quando lo sospingo per entrare con lui e rubargli il getto di acqua bollente: "Buongiorno..." lo saluto, allacciando le braccia dietro il suo collo: "Buongiorno", replica lui, spingendomi contro le piastrelle gelide prima di baciarmi. Rabbrividisco da capo a piedi e subito i capezzoli s'inturgidiscono, e ... il mio seno, poco abbondante, assume la forma di quei omonimi dolci di Venere. Mi tiene per i fianchi, premendo il suo petto contro il mio, il sesso ancora molle, istupidito, data la scarsità di stimoli prima del mio arrivo.Mi piace il suo modo di baciare, ora irruente, tutto di lingua e saliva, ora delicato, quando rincorro le sue labbra, che s’allontanano e si riavvicinano in una schermaglia tutta particolare.Morde ora uno, ora l’altro “dolcetto”, stringendoli entrambi con le mani, tornando poi a percorrere con la lingua le mie labbra. M’inarco , staccandomi da lui, perché l’acqua mi scivoli lungo l’incavo dello sterno, fino alle nostre intimità, diluendo la nostra eccitazione.Invogliato dal gesto, prende il getto d'acqua e lo dirige al clitoride, rendendomi subito famelica e vogliosa di sentirlo dentro di me. La doccia è così stretta che appena mi muovo per agevolare la penetrazione faccio vibrare tutti i vetri e cadere un flacone di shampoo. Soffoco una parolaccia mentre lui ride ed esce per recuperare lo sgabello da bagno; fermo l'acqua, infastidita.Si siede e io con un urletto di gioia mi accomodo a mia volta sopra di lui: un momento ludico che dura pochissimo, perché lui si fa serio e, tenendomi ferma, stretta a sè, mi sussurra all'orecchio "Allora, quante tue amiche lo prendono nella pausa pranzo?"; queste parole mi mandano in estasi: il pensiero di essere l'unica a poter ricevere un servizietto tale, mi fa diventare impaziente, mi fa muovere con irruenza, causando ...
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