1. Veglione di Capodanno (3)


    Data: 18/06/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: crigio, Fonte: Annunci69

    “Minchia, che casino!”. È la voce di Giuseppe che, entrato nella camera, dà un’occhiata al letto e al pavimento e si impressiona per la quantità di sperma sparsa dappertutto. “Ma quanti cazzi hai preso?”, mi chiede. “Non lo so”, sibilo. “Ma erano tanti ”. Si inginocchia ai miei piedi e inizia a succhiarmi un alluce insozzato di sborra. Poi, con la lingua, risale da una gamba fino al bacino. Poi scende sull’altro piede e fa lo stesso. Stavolta però continua a salire lungo il fianco e, arrivato al capezzolo, lo titilla ripetutamente. Quindi, mi pulisce il collo, il mento e infine mi bacia appassionatamente, facendomi assaporare il mix di semi che ricopre il mio corpo. Anche lui è tutto sporco di spremuta di coglioni e, quando si sdraia su di me, mi si incolla addosso. Mi infila una mano tra le cosce e sbotta: “Cazzo! Ma sei fradicio!”. Allora si sdraia sulla schiena e mi dice di montargli sopra a sessantanove. Mi infila un dito nel buco e tira verso l’alto aprendomelo. La sborra che ho dentro comincia a colare come acqua da una fontana. Giuseppe spalanca la bocca e beve tutto, ingoiando voracemente. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Mentre lo sfintere mi si svuota, provo una strana sensazione, come se fosse più ampio e potesse entrarci qualsiasi cosa. Io, intanto, gli alzo le gambe e affondo il viso tra le sue chiappe, leccandogli la rosellina. Giuseppe inizia a gemere come una cagna in calore. “MMMMMMMM!!! Hai sempre avuto una lingua fantastica!”, si complimenta, mentre ...
    mi sgrulla le chiappe, stimolando la fuoriuscita di altro sperma dal mio culo. Poi, riprendendo a penetrarmi con un dito, ingoia il mio cazzo e lo succhia a dovere. “E tu hai sempre fatto dei pompini da gran maestro!”, dico, ricambiando gli apprezzamenti. Lo prende tutto, fino in gola. Aspira profondamente e geme ancora, gustandosi la mia verga, quasi fosse un lecca-lecca. La lappa come un cono gelato e ne assapora l’aroma. Per lui il cazzo è sempre stato un oggetto di culto: lo adora come un idolo. Ricordo di avere spesso dovuto trattenermi durante le sue ciucciate, per evitare di sborrare subito, e, probabilmente, lui se ne è sempre accorto e ha goduto anche di quella mia reazione, proprio come sta facendo adesso. Il mio cazzo esce dalla sua bocca ed è duro come non lo era da parecchio. Giuseppe subito mi fa: “Dai, scopami, come ai vecchi tempi!”. Mi rigiro su di lui, gli alzo le gambe e mi inserisco tra le sue chiappe. Con la cappella cerco il buco e, una volta trovato, spingo. La rosellina si dilata, accogliendomi come se non aspettasse altro, mi avvolge e mi risucchia dentro. “MMMMMM! Quanto sei duro!”, mugola. Mi lecco il polpastrello del pollice e poi vado a strofinarlo contro la parte superiore dell’anellino. Giuseppe di contorce per il piacere: “Oh no! Non così! Fottimi dai!”, e mi viene incontro col bacino, cercando di scoparsi da solo. Ma io mi tiro indietro, facendo in modo che il mio cazzo non scorra dentro di lui e continuando a torturarlo per aumentare la sua ...
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