1. LA CAMORRISTA PARTE SECONDA. IL RITORNO.


    Data: 18/06/2017, Categorie: Saffico, Etero, Orge, Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    giocavano, le tette della nera, il mio cazzo eccitato mi mandarono in estasi. Stavo per venire, ma mi fermai di nuovo. Volevo sentire le loro bocche sul mio uccello. Mi distesi sul letto appoggiandomi alla testiera dove c'erano delle manette appese. “Succhiatemelo, bellezze!” dissi e mi godetti un pompino magnifico, le due troie si passavano il cazzo fra di loro e sentivo entrambe le lingue e le bocche che mi facevano impazzire. Le due si baciavano fra loro e la somala giocava col mio buco del culo, muovendo un dito leggiadra dentro di esso. Cazzo era favoloso! Un pompino magnifico, le due che si baciavano, la brava somala che giocava con mio ano, alla fine venni con forza, travolto da un orgasmo liberatorio eccezionale.*Di sotto ritrovai Gegè e ci ubriacammo di champagne in compagnia di 2 austriache che ballarono e si lasciarono toccare mentre ordinavamo bottiglie su bottiglie. Il conto alla fine fu di 3590 euro, ma eravamo stati da Re.*Il piano per farmi sposare Angeluccia era già partito. Lei era già convinta di sposarsi anche se mi aveva visto solo in foto. La madre e le sorelle avevano fatto opera di persuasione e l'avevano già messa nel mood-matrimonio-festa-ammmmmore, cosa per altro facile. Sbirciai il profilo facebook di Angeluccia: c'erano poche foto sue(una dozzina non di più), era grossotta, grassottella, un volto ovale e un grosso seno da matrona napoletana. Il resto del profilo era invaso da frasi da quindicenne sull'amore, da foto di divi del cinema, da gattini ...
    e fiori, link di canzoni neomelodiche. In pochi minuti mi era chiaro chi fosse Angeluccia: una chiattona stupida che credeva alla Famiglia, principe azzurro, l'Ammmmmore e stronzate del genere. Piena zeppa di soldi(dal profilo ciò era evidente, cene a Forte dei Marmi, giri in nave, elicotteri, gioielli, vestiti e borse firmate, anche se lei non sembrava così ossessionata dal denaro e gli oggetti, i suoi post erano tutti su principi azzurri, amore, figli, ancora amore e gattini. Ne rimasi nauseato. Con lei non avevo nulla a spartire, zero, neppure un'idea, un interesse. Ma cosa potevo fare? Mandare a monte il matrimonio era un azzardo terribilmente pericoloso. L'unica speranza era che non gli piacessi. Ma quando mi dettero il cellulare col quale potevo parlare solo con lei c'erano già dei messaggi mandati da altri a mio nome nel quale mi dichiaravo colpito dalla sua bellezza, dalla sua grazia, dai suoi occhi dolci. Lei rispondeva come una bambinuccia scema con frasi tenere, cuoricini e bacini. Dovetti chiamarla e Rosetta mi fece leggere una lettera nel quale mi dichiaravo come suo “spasimante”, mi veniva da ridere, solo che lei aveva una pistola in mano e mi minacciava. Alla fine della telefonata imbarazzata e stupida le chiesi se il sabato voleva venire a cena con me. Lei accettò prima che finissi di dirlo.*Prima della cena DonPino mi fece chiamare. Lo raggiunsi con Gegè in una pizzeria in pieno centro. Era un uomo basso, grasso, quasi calvo con due baffi ridicoli, ma aveva ...