1. Le confessioni di un confessore


    Data: 18/06/2017, Categorie: etero, Autore: Seinove, Fonte: EroticiRacconti

    replica: "Carmela, la maestrina della scuola elementare." Rispondo: "Wow! Sapessi cosa mi ha raccontato...Ti dirò più tardi; lì nessun segno di Don Celestino?" Lui: "No, sta ancora al cesso." Io: "Ok, adesso esco. Ci vediamo fuori dalla chiesa." ***** Faccio per alzarmi, quando sento che l'altra porta del confessionale si apre di nuovo. Già; avevo dimenticato di spegnere la lucina all'esterno. Beh, poco male; finché Rosario non mi avverte dell'arrivo di Don Celestino, c'è tempo per ascoltare un'altra confessione. Sperando che sia interessante come quella di poco fa... - «Mi perdoni, Padre, perché ho peccato», dice una voce femminile dall'altra parte. La parete distorce il suono, ma dal timbro direi che sia una donna di mezza età. - «Ti ascolto, figliola.» La sua risposta è un sussurro: - «Celestino, sono io...La tua troiona vogliosa e insaziabile!» Trasalisco incredulo. Oh, questa poi! Il nostro parroco ha una tresca segreta con una paesana?! - «S-sì, ho capito chi sei...Ehm...Vai avanti, figliola...» Lei: - «Macché "figliola", lo sai che devi chiamarmi "Scrofa, puttana, baldracca"...È quello che sono!» - «Ehm...Certo...Dimmi tutto, lurida mignotta!», le rispondo di getto, cercando di non tradirmi. Lei: - «Ieri sera ho pensato a te, e non ho potuto fare a meno di bagnarmi come una cagna in calore. Ho preso una zucchina e me la sono infilata nella figa, immaginando che fosse il tuo grosso cazzo. Ma non mi è bastata.» - «Sei proprio una schifosa bagascia. E allora cosa hai ...
    fatto?» Lei: - «Ho preso una candela e me la sono ficcata nel culo. Ma era troppo poco. Così ne ho aggiunta un'altra, e infine una terza. A quel punto ho cominciato a muoverle avanti e indietro, sempre più velocemente, pensando alla tua verga lunga e dura...» Io sono sempre più sconcertato. E tra le sue parole e il tono di voce lascivo, il cazzo mi è diventato duro come il marmo. - «Che porca! E poi...ehm...hai goduto, alla fine?» Lei: - «Oh sì, come una vacca! Mi basta ripensarci per bagnarmi come una fontana. Anche adesso mi sto ficcando le dita nella figa fradicia. Apri la porticina magica, che ti faccio sentire!» Sento bussare sulla parete in basso. Vedo così uno sportellino che prima non avevo notato, all'altezza delle ginocchia. Si può aprire solo dalla mia parte. Tolgo il chiavistello, e subito dopo lei ci infila una mano fino al gomito, puntando indice e medio verso l'alto. Le sue dita sono tutte bagnate, odorose di umori vaginali. Non ci penso due volte e inizio a succhiarle avidiamente. - «Uhmmm!...Che sapore delizioso...Te la ciuccerei tutto il giorno, questa bella manina...» Lei: - «Sai bene che quella "manina" può fare ben altro, porcello d'un parroco!» Mi sfila la mano di bocca e la abbassa, cercando a tastoni il mio inguine. Mi sbottona i pantaloni ed estrae l'uccello in tiro. - «Wow, Celestino...Non eri mai stato così pronto, le altre volte!», la sento dire. Inizia a segarmi, e ovviamente la lascio fare, sconcertato da quella incredibile situazione. Lei: - «Ohh! ...
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