1. incontro


    Data: 18/06/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    portiere.Lui alloggiava in un grande albergo del lungomare e arrivare nella sua camera senza essere visto fu più facile del previsto.Aprimmo la porta della stanza e mi lanciai subito sul letto. Lui mi disse che doveva andare un momento in bagno ed io nella sua attesa, cominciai a spogliarmi e mi infilai sotto le lenzuola.Dopo poco arrivò già completamente denudato e vidi un bel cazzo. Lo presi subito in bocca e iniziai a sentire il sapore agre della pipì e capii che poco prima aveva pisciato ed erano rimaste alcune gocce sulla cappella. Lui si iniziò ad indurire sotto i colpi sapienti della mia lingua, lo spingeva tutto nella mia gola ed io cercavo di farmelo entrare quanto più possibile. Gli feci un pompino lunghissimo che mi diede tanto piacere. Mi stacco e mi fece stendere sulle sue ginocchia e iniziò a frugarmi il mio culetto. Inizio a mettermi dentro un dito e poi due e poi tre ; mi piaceva da matti quella posizione, sentivo le sue dita che stimolavano la mia prostata generandomi un intenso piacere. Rimanemmo in questa posizione per circa 10 minuti poi mi levò le dita e mi fece stendere a pancia sotto, io sentii che prese un po’ di crema lubrificante che mi spalmò sul buchetto io allargai bene le mie natiche offrendogli il mio culetto che voleva essere penetrato. Poggiò la sua cappella sul mio buchetto e iniziò a spingere. Sentii la sua cappella che dilatava il mio culo e entrava inesorabilmente, ormai era tutto dentro ed io iniziavo a godere come un troia in calore, ... si muoveva sapientemente dentro di me scopandomi a fondo e con gusto, lo sentivo ansimare e aumentare sempre più il ritmo, mi allargava le natiche e spingeva sempre più forte e velocemente. Mi sussurrava che avevo un bel culo caldo e ben aperto, mi insultava chiamandomi troia e dicendomi che ero la sua puttana. La cosa mi faceva impazzire, godevo dall’essere penetrato e nello stesso tempo ad essere insultato. Dopo un po’ mi diede altre botte pesanti e profonde e sentii il suo liquido caldo che mi riempiva il culo. Rimase nel mio buco per qualche minuto prima che smosciandosi uscì. Si era fatto una bella scopata lo sentivo stanco e soddisfatto ed in verità anche io avevo goduto. Si rivolse a me dicendo che ero proprio un bel frocetto che avremmo dovuto scambiarci i numeri del telefono che ogni volta che veniva in città mi avrebbe voluto suo ospite. Io non chiedevo altro. Mi iniziai a rivestire lentamente mentre lui rimase steso sul letto. Vestito del tutto mi avvicinai a lui lasciando sul comodino il mio numero e lo invitai a chiamarmi. Lui mi prese la mano e mi disse che certamente mi avrebbe richiamato poi di scatto si alzò e si avviò verso i suoi pantaloni, prese il portafoglio e cacciò 20.000 lire e me le mise in mano e mi disse che una puttana come me doveva essere pagata. Io mi sentii molto in imbarazzo, dissi che io lo facevo per piacere e non per mestiere ma lui non volle sentire ragione e mi mise i soldi in tasca. Lo salutai lo ringraziai e andai via . Tornando verso ...