1. La Prima Cosa Bella - II


    Data: 19/06/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: diego_pan, Fonte: Annunci69

    La macchina avanza a velocità spedita lungo la strada che ci riporterà a casa. Ho gli occhi puntati al finestrino, soffermandomi a guardare il paesaggio scorrere mano a mano che l'auto corre lungo il tragitto. Mi sento confuso, e a intermittenza inizio a fissare il foglietto che Tommaso mi ha lasciato. Perché lo ha fatto? Sa come la penso, gliel'ho già detto. Evidentemente crede che io possa cedere a lui. Ed in un certo senso è così. Come faccio a resistergli se appena mi avvicino a lui mi si scombussola tutto l'organismo? Era così bello oggi, quando mi fissava negli occhi... Ma non rappresenta la tipologia di ragazzo con cui mi approccerei. Tutti questi pensieri mi provocano un gran mal di testa, e spero di tornare a casa quanto prima, per potermi distendere sul letto e pensare meglio. - Matteo, cos'hai? - Mio padre mi libera dal mondo in cui mi ero rinchiuso. - Niente pà, ero sovrappensiero. - La mia voce è rotta, sono troppo triste ora per parlare. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Perché sto provando tutte queste sensazioni? In fondo ho conosciuto quel dannato ragazzo solo stamattina, maledizione! Mi sento così stupido, bambino, codardo. - Ti vedo un po' abbattuto, per caso è successo qualcosa oggi con Tommaso? Che so, magari avete litigato, per qualche motivo.. - Sulla prima supposizione ci ha azzeccato in pieno, lo stesso non vale per la seconda ipotesi. - No, pà, non è successo nulla con Tommaso. - Quest'ultima mia risposta riecheggia nella mia mente come un eco. ... Non è successo nulla con Tommaso, non è successo nulla con Tommaso... Da come l'ho detto a mio padre sembra voler intendere un litigio, mentre da come l'ho pensata io... Bè somiglia più ad un: Non è successo niente, non ho avuto il coraggio di fare sesso con lui. Mio padre non apre più bocca, si limita ad annuire e concentrarsi sulla strada. Io invece mi rimetto a fissare il paesaggio. Finalmente siamo arrivati, ma prima che possa andarmene a chiudermi in stanza, papà mi prega di aiutarlo a scaricare tutta l'attrezzatura da pesca e a riportarla in garage. Lo aiuto con fare contrariato, poiché fino a poco fa non avevo la benché minima voglia di alzare anche un solo dito. Mi raccomanda di posizionarla per bene in garage, in modo che mia madre non faccia prediche per tutto il disordine che già regna sovrano al suo interno. - Ce la fai a portare tutto questo? - Sono perso altrove, non sono nella mia realtà, sono in un mondo costituito di pensieri, ed insieme a questi aleggia l'ombra di un rimpianto. Già, quel rimpianto. - Ci sei? - Mi ritrovo davanti mio padre che mi schiaffeggia delicatamente la guancia, per distogliermi del tutto dal mio stato di trance. - Sì, dimmi. - Gli dico mentre muovo il capo a testa e sinistra per scacciare il ricordo del rimpianto che mi son provocato con le mie stesse mani. Papà è di fronte a me, e mi fissa, socchiudendo le palpebre come se cercasse di capire su cosa stavo rimuginando. In mano ha una quantità di cianfrusaglie riguardanti il suo hobby, ...
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