1. Daniela bastone e carota


    Data: 19/06/2017, Categorie: Lui & Lei, Autore: voglioaffetto, Fonte: Annunci69

    Accesi delle candele ed un’incenso mentre lei si sdraiava nuda e candida sul letto. Le fiammelle la coloravano di giallo ed ocra e donavano ai suoi capelli rossi riflessi vivi e dorati. Mi soffermai a guardarla, sembrava una scultura di Michelangelo, i seni sodi e carnosi, il ventre con quel filo di pancina che rende sexy le donne, le gambe tornite e quei piedini, incredibilmente sensuali ed eleganti Il mio non dava ancora segni di risveglio dal torpore, lei mi guardò e scoppiò a ridere. “Allora? E’ tutto qui quello che hai da offrirmi?” chiese monellamente “non crederai mica di cavartela così, vero?” continuò divertita. Si alzò e mi fece sdraiare sul letto. Andò al suo zainetto e cominciò a cercare qualcosa. “Allora sei tu che non ce la fai più!” le dissi pensando che cercasse la camicia da notte. Lei rise e tirò fuori una manciata di sciarpe di seta di vari colori. Mi venne un sospetto: ”Cosa vuoi fare con quelle? Niente scherzi eh?!”. “Zitto, stai a cuccia!” rise lei e cominciò ad annodare le sciarpette ai miei polsi, poi alla testata del letto che era in ferro battuto. Poi fece un nodo anche intorno alle mie caviglie. In ultimo mi bendò. Io mi sentivo un po’ eccitato e un po’ confuso. “Daniela, dai, slegami” Silenzio “Daniela?!” Non sentivo più un suono nella stanza. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Cominciò ad insinuarsi in me l’inquietudine “Cazzo Daniela ma ch ” La frase me la troncò a mezzaria la caduta di qualcosa di freddo e viscido sulla mia pancia. Sentii ... lei ridere sommessamente e cominciare a massaggiarmi. Credo che mi avesse messo quel gel che si usa per le ecografie. A quel contatto mi rassicurai ed il mio pene ritrovò vigore lentamente. Poi smise e mi tolse la benda. Quello che si presentò ai miei occhi fu una visione onirica. Daniela indossava un collare di cuoio nero con le borchie che risaltava il candore della sua pelle, i riccioli sciolti sulle spalle, i capezzoli turgidi appuntati sul petto come medaglie, un frustino in mano e un paio di stivali di vernice nera che le arrivavano a metà coscia. Io rimasi letteralmente senza parole. “Se vorrai i miei piedi te li dovrai guadagnare!” mi fece e appoggiò il frustino sul letto. Io mi guardavo impotente il mio corpo lucido del gel, il mio membro in semi erezione e quello spettacolo davanti a me. “Cominciamo!” Fece lei e partendo dal ginocchio mise le unghie di entrambe le mani nel mio internocoscia e lentamente, molto lentamente, risalì fino ai testicoli. Quella manovra ebbe l’effetto di darmi dei brividi in tutto il corpo e di farmi tornare un’erezione prepotente. Mi strinse i capezzoli con la punta delle dita provocandomi una fitta di dolore acuto e trapassante. Sussultai. “Fermo, non ti muovere!” ordinò e fulminea mi frustò una coscia. Il dolore fu acutissimo e vidi che mi aveva lasciato una lunga striscia rossa in rilievo. “Aia! Cazz !” Un’altra scudisciata partì e mi colpì vicino alla prima. Questa volta avevo capito e non mi mossi, nonostante le lacrime agli occhi. Lei ...
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