1. L'ultima notte


    Data: 19/06/2017, Categorie: Etero, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Alle cinque del mattino un taxi sarebbe venuto a prendermi a casa sua. Quella era la nostra ultima notte insieme. Ci avevamo provato più e più volte a far andare le cose tra noi, ma adesso entrambi avevamo compreso che non eravamo fatti l’uno per l’altro. Io sarei tornata alla mia vecchia casa a Verona e lui avrebbe continuato il suo lavoro di architetto a Santander. Era la cosa migliore per entrambi. Eppure quella sera la tristezza aleggiava nell’aria. Avevamo deciso di goderci quell’ultima notte insieme, ma era difficile. Immersi nella vasca da bagno, che sembrava fatta su misura per noi due, ci guardavamo con gli occhi lucidi, attraverso le goccioline di vapore che danzavano nell’aria del bagno senza finestre. Guardando Esteban, mi venne in mente la prima volta che avevamo fatto il bagno insieme. Le cose erano andate in tutt’altro modo.Mi ricordo le sue braccia forti cingermi dietro la testa e avvicinarmi al suo viso. Trattenermi per i capelli mentre ci guardavamo attraverso il getto d’acqua della doccia, per poi baciarmi con passione per un tempo che mi sembrò infinito. Fu bellissimo. Avevamo già fatto l’amore ma non gli avevo ancora fatto un pompino, e quella sera ne avevo voglia, volevo fare tutto quello che era in mio potere per soddisfarlo. Mi abbassai sulle ginocchia e guardai il pene eretto di Esteban e restai affascinata ad osservarlo. Lui muoveva impercettibilmente le anche, in attesa del piacere che sapeva sarebbe arrivato. Lo lasciai attendere un po’, per ...
    aumentare il desiderio. Gli soffiai sopra, sfiorandolo appena con le labbra, ma senza toccarlo veramente. Vidi il suo pene salire sempre più su, raggiungendo il massimo dell’erezione. Alzai lo sguardo e incontrai i suoi occhi, pieni di desiderio. Gli feci uno sguardo complice e presi il suo membro in bocca. Inizia a muovere la testa avanti indietro, arricciando le labbra per evitare di ferirlo con i denti. Lo sentii gemere. Continuai così per un po’, iniziava a farmi male il collo e le ginocchia, ma non volevo smettere, nemmeno per un secondo. Ad un certo punto lui mi bloccò, mi prese il mento e si avvicinò al viso dicendomi: “Credo che puoi fare di meglio. Cambia un po’ il ritmo, altrimenti se fai sempre la stessa cosa dopo un po’ non sento più nulla. Non interromperti, muoviti!” Non me lo disse in modo rude, ma un po’ autoritario sì. Era la prima volta che un uomo mi parlava così mentre facevamo l’amore. Forse ci restai un po’ male, ma allo stesso tempo mi sentii molto eccitata. Gli avrei fatto vedere io come lo avrei fatto venire. Iniziai a leccargli i testicoli, prima in alto, poi scesi e arrivai a leccargli il lembo di pelle che va dai testicoli all’ano. Nel frattempo la mia mano si muoveva su e giù sul suo pene. L’erezione tornò nuovamente intensa e lo sentii gemere di nuovo. Avvicinai poi la mia lingua al suo ano e iniziai a stuzzicarlo. Sentii i suoi musocoli irrigidirsi, poi iniziai ad infilargli dentro, con delicatezza, un dito. Lo sentii scuotersi, mi allontanò e mi ...
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