1. Sulla nave


    Data: 19/06/2017, Categorie: Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Ricordo le sue braccia pallide,il viso esangue,le ciglia pesanti,la fiamma dei capelli..l’oro rosso della mia piccola Cathrine.Cathrine a piedi nudi sul marmo freddo della stanza,la sottile camiciola bianca scossa dai suoi brividi di ghiaccio.Cathrine,Cathrine,Cathy,spina delle mie notti,mio tormento e assenzio,mia Ermengarde insanguinata e delirante…cara.La ricordo strappata dal petto della madre pazza di dolore,mentre mi implorava di lasciarla andare,di non portarla via.Tendeva le manine verso il vecchio padre e lo chiamava,urlava la mia spaventata Persefone,mentre la stringevo a me..e anche io urlavo,cieco,le stringevo le tenere,minuscole scapole:”Zitta bambina!Zitta!Sono io tuo padre ora!”.Eravamo arrivati dal mare,portando con noi devastazione e orrore.Avevamo fatto irruzione nel palazzo del governatore,correvo attraverso le stanze,mentre i miei uomini portavano via tutto il possibile.Correvo..ed eccola! Scalza e spaventata..aveva diciotto anni.Rimasi immobile,semplicemente osservandola,mentre cresceva la mia voglia di averla..mia,un mio possesso.Ricordo il me stesso di quella notte trascinarla sulla nave,lei urlante fra le mie braccia..la mia gioia scalciava,piangeva,si disperava. “Ora dormirai,bambina mia. Papà non può permetterti di farti del male..perché te ne farai,se non smetti di piangere”.Dopo poco cadde stremata sul mio letto ed io potei ammirarla e stringerla per tutto il resto della notte.L’accarezzavo,la coccolavo,le sussurravo la mia passione perversa. ... Lei era la mia bambina,mia figlia e nessuno poteva toccarla o portarmela via,ora.Catherine rivelò da subito un carattere dispettoso e capriccioso che me la rese ancor più desiderabile e accrebbe il mio desiderio di domarla.Sapevo che per la sua età era già una donna,ma era, per me, la mia piccola Caty.La mattina la lavavo con cura,facendo passeggiare le mie ruvide mani sulla sua tenera pelle di luna. Il piccolo giglio candido,allora,si tingeva di rose scarlatte sulle gote e sicuramente avrei dovuto affidarla alle amorevoli cure di una balia..ma era un tale piacere per me accudire in tutto questa bambina,la mia bambina.Mi comportavo come un padre,mostruoso,ma sempre un padre e,sadico,la costringevo a chiamarmi come tale.Dopo aver provveduto alla cura del suo aspetto,mi preoccupavo della sua educazione ed istruzione. Me la facevo sedere sulle gambe..e che tormento percepire la sua giovane consistenza premere sulla mia carne,sul mio desiderio.Spesso,non riuscendo a dominare i miei atroci impulsi,mentre,da brava,lei ripeteva la mia lezione,la schiacciavo contro il mio calore e le afferravo gli esili fianchi,le tiravo i lucidi capelli che solo un momento prima avevo intrecciato. Ad ogni errore cinque sculacciate..la picchiavo spesso,soprattutto quando era irrequieta e disubbidiente,ed era un tale incanto spiare i lividi che sbocciavano come digitali purpuree sulla sua pelle lattea.La sua frustrazione mi divertiva e mi spingeva a cercare sempre nuove situazioni per confonderla:i ...
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