1. Ogni cosa di noi era sesso.


    Data: 19/06/2017, Categorie: Etero, Sensazioni, Altro, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Aprii gli occhi, lui era ancora lì al mio fianco, addormentato. Nudo. Entrambi lo eravamo. La coperta celava solo metà della sua schiena definita, lasciandomi osservare le sue spalle larghe, illuminate appena solo dalla luce che filtra dalle persiane.Che ore sono? Avevo perso la cognizione del tempo.Un brivido mi percorse tutto il corpo, facendomi inarcare la schiena.Allungai in piede verso di lui, sfiorai il suo, per poi intrecciare le mie gambe alle sue; un istinto primordiale, animale, travestito da gesto dolce. Il mio non era altro che un bisogno disperato di contatto, del suo corpo, della sua palle.Un sussulto, pensai alle sue mani grandi, indurite e calde scivolare su di me, sul mio incarnato pallido e morbido.Quell'immagine era talmente nitida nella mia mente che per un attimo mi sembrò di averle davvero addosso.La mia intimità iniziava ad accendersi, una fiamma flebile, pronta a divampare e bruciare qualsiasi cosa incontri.Pelle, calore. Sentivo qualcosa tra le gambe, ancora in dormiveglia.Meglio, ancora in pieno sonno. Non so che ora fosse, era mattino, laluce entrava dalle finestre. Una gamba, calda, liscia, tra le mie.Sdraiato di schiena, aprii gli occhi solo per avere la conferma delpassaggio tra sonno e veglia. Non c'è voluto molto a sentire crescereil piacere in ogni parte del mio corpo. Il ricordo della nottata,della serata. Di lei. E ora, la sua gamba che si muoveva tra le mie.La sua voce sussurrare un buongiorno. Un caldo buongiorno.Brividi.Voglia.Ancora.La ...
    sentii avvicinare il suo corpo al mio, sdraiarsi sopra di me. Lasua pelle sulla mia, le gambe intrecciate, che si sfioravano, sistrusciavano, alla ricerca del calore altrui, alla ricerca delcontatto, del piacere. Ad esprimere la voglia di sentirsi addosso,sempre più addosso. I capezzoli duri percorrere la mia schiena.Cercavo il suo corpo come una bestia affamata.Gli sussurrai un "Buongiorno" a fil di voce. Avevo le corde vocali intorpiditedal sonno che rendevano la mia voce grattata. Poggia tutto il peso del corpo sudi lui, facendo forza per farlo stendere sulla pancia. Aveva il mio respirocaldo sul collo, i miei capezzoli turgidi addosso, mentre non smettevo disfregare le gambe contro le sue.Mi riempii il naso del suo odore, le mie labbra sfiorarono l'incavo fra ilcollo e la spalla in un bacio leggero.Non gli diedi neppure il tempo di reagire, di dire qualcosa, che quel bacio sitrasformò in un morso; nulla di dolce e delicato, questa volta, affondai identi nella sua carne e strinsi forte, tirando e ruotando appena il capo.Ho sentito la mia intimità divampare quando il gusto ferroso del sangue mi haimpregnato la lingua.Ogni cosa di noi era sesso.Mi godevo la pelle calda di letto sulla mia. I capezzoli turgidi sulla schiena, le mani che mi tenevano sdraiato, spinto giù come se fosse impossibile anche pensare di girarmi. La sua bocca sul collo, morbida. Labbra, lingua, calore. E poi dolore, secco, improvviso. Cazzo, stronza, mordi? Mordi? Sì. Mordi. Come se mi volessi mangiare. ...
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