1. Trio on il cane


    Data: 21/07/2017, Categorie: Zoofilia, Autore: Micio micio, Fonte: EroticiRacconti

    Dopo aver fatto sesso, io e Stefano rimanemmo sdraiati nudi a coccolarci, nel suo bel lettone matrimoniale. Le luci nella camera erano spente e dalla persiana filtrava solo la luce soffusa dei lampioni in strada. All’improvviso, dal prato antistante casa, arrivò forte l’abbaiare di Willi, il cane pastore tedesco di Stefano: non abbaiava mai per nulla, così subito ci preoccupammo e ci avvicinammo alla finestra per guardare. Willi era in un angolo del prato, vicino alla recinzione e abbaiava in modo intenso con lo sguardo rivolto verso terra. “Quello stupido ha sicuramente visto una talpa o un riccio.” Disse Stefano. “Meglio se esco e vado a portarlo nel suo serraglio. Altrimenti non la smette più.” Detto questo si mise un paio di pantaloncini ed uscì fuori. Avevo sete e anche Stefano doveva averne, così misi anch’io dei pantaloncini, presi dal frigo della cucina due birre, ed uscii in giardino avviandomi verso il retro della casa, dove c’era il serraglio del cane. Era quasi mezzanotte, ma il caldo afoso di luglio si sentiva parecchio in quella notte serena e piena di stelle. Quando arrivai dal prato, Stefano stava accarezzando Willi per cercare di convincerlo ad entrare nel suo spazio, ma lui, sentendomi arrivare, si divincolò e mi corse incontro per farmi le solite feste. Io con le birre in mano ero impossibilitato a “difendermi”, mi piegai leggermente di lato, mentre Willi saltando cercava il mio volto con la sua lunga lingua, insalivandomi una spalla, il collo e la ...
    guancia. Non potei allontanarmi e alla fine dovetti cedere e mi sedetti sul prato, lasciando che Willi mi leccasse quasi tutto il viso, fino a che Stefano, ridendo, si decise ad intervenire. “Ti vuole un gran bene.” Mi disse ridendo. “Vero. Ma francamente mi fa un po’ schifo.” Risposi io, mentre porgevo una birra a Stefano che intanto si era seduto al mio fianco, mentre Willi aveva trovato la calma e si era seduto di fronte a noi. Passai anche la mia birra a Stefano e mi alzai per andare verso il rubinetto nell’angolo dietro casa, poiché volevo togliermi di dosso l’odore acre della saliva di Willi, e il cane mi seguì. Quando mi chinai per lavarmi lui iniziò ad annusarmi le gambe, poi più su verso il mio culetto avvolto nei pantaloncini. Lui annusava ancora quando mi alzai e mi incamminai verso il punto dove Stefano era seduto, nel prato proprio vicino ai due grandi abeti che formano una capannina naturale. Io camminavo e Willi dietro ad annusarmi. E fu così anche quando mi sedetti: lui guaiva leggermente e cercava insistentemente il mio culo con il suo naso nero e umidiccio. “Deve aver fiutato qualcosa di buono.” Disse Stefano sorridendo. “Il tuo sperma. Visto che mi sei venuto dentro non più di 15 minuti fa.” Il cane insisteva ed io mi alzai per rientrare in casa. Willi era fastidiosissimo e ancora guaiva e cercava il mio culetto. Stefano però mi fermò lì: “Aspetta – mi disse – ver cosa fa.” E lo disse fissando il cane e guardandomi con un sorrisino assai libidinoso. Quel briccone ...
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