1. Roberta la mediatrice di case. 2° PARTE


    Data: 12/08/2017, Categorie: Tradimenti, Autore: halo09, Fonte: Annunci69

    Uscimmo dall'appartamento, non ci vedemmo più, io con ancora le sue mutandine e lei con la mia sborra nel culo dirigendosi a casa sua dove l'aspettava il suo ragazzo. Cosa successe nell'ora predendente? Beh cazzo se siete cosi curiosi leggete. Non sarò certo io cosi crudele da non colmare la vostra curiosità. Passarono diversi giorni da quell'episodio narrato nella prima parte. Non avendo più in affitto quell'appartamento e comunque non bazzicando più quella zona, capitava più di rado che di vedessimo. Allo stesso tempo essendo lei fidanzata, non volevo crearle o crearmi noie cercandola al cellulare. Nel caso lei aveva il mio. Infatti dopo un paio di settimane mi chiamò. Capì dal fatto che mi aveva chiamato che non voleva casini con sms o altro, magari ritrovarsi a riceverne uno nel momento sbagliato. Per questo come detto lasciai a lei il controllo della cosa, comunque mi fece piacere sentire la sua voce. All'inizio rimanemmo abbastanza sul neutrale. Solite domande e frasi fatte su come si stava ecc. Poi lei alzò il tiro e mi chiese dell'oggetto che mi aveva lasciato e se fossi stato cosi gentile da riportarglielo. Le dissi che avrei potuto portarlo in ufficio e nel caso non fosse stata presente, lasciarlo alla sua collega. Lei mi diede del matto ridendo e io le dissi che non vi era nulla di male, era solo un capo intimo e se poi la sua collega pensava male, beh era lei ad essere maliziosa. GA_googleFillSlot("Annunci_300x250"); Rise della cosa e alla fine di demmo ...
    appuntamento per una sera verso le 20 sempre al solito bar. Beh quando arrivai sul posto la trovai li ad aspettarmi, effettivamente avevamo calcolato male la cosa, perchè quel bar alle 20 era chiuso. Cosi le proposi due alternative, o andavamo in un altro bar o andavamo all'appartamento che era proprio a una ventina di metri. Lei mi disse che non si poteva in quanto non aveva le chiavi e io le dissi che le avevo io. Al che un pò s'incazzò, avevo fatto una copia della chiavi senza dirglielo, ma lo disse risendo, anche se fino a li, in quanto era parecchio pignola nel lavoro. Cosi le promisi che dopo gliele avrei ridate. Naturalmente non le dissi che avevo un ulteriore copia delle chiavi, non si sa mai che venisse utile. Appena entrati vidi che era parecchio tesa. Io cercavo di essere il più ironico possibile e al contempo di rassicurarla, avremmo fatto solo quello che voleva e nel caso le avrei ridato solamente "l'oggetto" e saremmo usciti. Lei mi guardò e disse che aveva molto pensato a questa situazione e che non voleva incasinarsi. Io la strinsi e lei mi guardò in modo serio come poche volte mi è capitato in quelle situazioni e freddamente disse che sarebbe stata una cosa di quella sera e stop senza altre conseguenze. E che doveva essere una cosa veloce in quanto il suo ragazzo l'aspettava a casa. Io la guardai e le dissi che andava bene, le regole base le dettava lei, ma che anche io avevo una pretesa lei mi disse quale. Io mi avvicinai al suo viso e la guardai negli occhi. Le dissi ...
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