1. A casa di papà - Ciao papà


    Data: 12/08/2017, Categorie: Masturbazione, Autore: Alba6990, Fonte: EroticiRacconti

    "Sono €35.70" disse il taxista con un tono di voce meccanico e senza vita. Giada si allungò sul chiodino di pelle che aveva appoggiato accanto a sé sui sedili posteriori del veicolo. Aprì la tasca e tirò fuori una banconota da 50 che porse all'uomo alla guida. In realtà il chiodino non le serviva a niente e lei non se lo voleva mettere addosso. Era una giornata di metà Giugno, un caldo pazzesco, ma aveva paura che a piegarlo in valigia si sarebbe rovinato, quindi aveva optato per tenerlo in mano insieme alla sua borsa di scuola e alla valigia rossa. Ringraziò il taxista in modo cordiale e scese dalla macchina, affrontando la vampata di caldo che la investì una volta sul marciapiede. Appena fu in piedi, ebbe modo di guardarsi attorno: si trovava in un piccolo paesino fuori città, molto vicino al Ticino. Davanti a sé, l'indirizzo che sua madre le aveva dato, si dimostrava essere una corte ristrutturata e messa a nuovo, con un grande cortile pieno di ghiaia e ciuffetti d'erba che spuntavano qua e là dal terreno. A Giada piacevano molto questi edifici e la prospettiva di vedere suo padre la fece sorridere ancora di più. Si chinò a raccogliere la borsa di scuola e tenendo la valigia con la mano libera, si diresse verso l'ingresso, sentendo la ghiaia scricchiolare sotto le sue Converse All Star. Non sapeva quasi niente di suo padre, se non che si chiamasse Mauro e che non lo vedeva esattamente da 13 anni. I suoi genitori si erano separati quando lei aveva 3 anni e lei non si ...
    ricordava come fosse lui d'aspetto. Avevano divorziato a causa di un suo tradimento e la moglie non ne aveva voluto sapere di avere foto o comunque qualsiasi cosa ricordasse lui in casa sua. Giada non le aveva mai chiesto niente, perché il suo patrigno, l'uomo che sua madre aveva sposato pochi anni più tardi, la trattava come se fosse veramente figlia sua. La consolava quando stava male, la aiutava con i compiti a scuola se lei ne aveva bisogno e le comprava un sacco di regali. Solo nell'ultimo anno Giada aveva mostrato interesse nei confronti del suo vero padre, poiché aveva sentito la madre parlarne con il marito: lo aveva incontrato davanti al Conad di quel piccolo pesino dove lui viveva e dopo un imbarazzo iniziale, si era dimostrato estremamente cordiale e amichevole, invitandola a bere un caffè e chiacchierando un po'. Giada allora aveva cominciato a dire a sua madre che lo doveva conoscere, ora che aveva 16 anni voleva passare un po' di tempo con lui perché le sembrava giusto. Sua madre si era sempre rifiutata, ma quando arrivò Giugno e lei e suo marito le annunciarono che dovevano partire a New York per lavoro e che sarebbero stati via per un paio di settimane, Giada prese la palla al balzo. Alla fine sua madre acconsentì e chiamò l'ex marito a casa. Ed ora ecco Giada che si ritrovò davanti alla porta, premendo il campanello. Sentì dei movimenti da dietro la porta e qualche secondo dopo, si materializzò davanti a lei un uomo alto circa 1 metro e 85, con capelli neri e occhi ...
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