1. Benessere e gratificazione


    Data: 12/08/2017, Categorie: Etero, Sensazioni, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    La battaglia quotidiana oggi mi è sembrata inesauribile e interminabile, azzarderei esporla come una giornata piuttosto frenetica e indiavolata. Sarà stata la mole di lavoro, sarà stata la grande mansione del trasloco durante il fine settimana o chiaramente il gran caldo di questi ultimi giorni di luglio, sta di fatto che quando apro la porta di casa vengo colto piacevolmente dal fresco dell’aria condizionata, giacché significa che tu sei già in casa e che l’uomo dei condizionatori per buona sorte è arrivato. Dalle finestre della sala io ti vedo china sui vasi delle piante, giacché sono accuratamente avvolte dai teli disposti ad arte per l’occasione in maniera tale da non farle soffrire troppo nello sgombero. In quel momento mi vedi, per il fatto che togliendoti i capelli dalla fronte sudata con l’avambraccio per non sporcarti con i guanti sporchi di terra, mi sorridi felice con gli occhi. Dopo mezz’ora ti vedo rientrare veloce, mi regali un bacio sfiorandomi le labbra e mentre ti sfili i guanti mi riveli:“Adesso andrò a farmi una doccia, non resisto più, perché è già da parecchio tempo che me lo ripeto, però rinvio di continuo”.Io t’assecondo, ti sbircio nel tempo in cui cammini nell’andito, obiettivo per il quale mi è particolarmente gradito squadrarti, intanto che flemmatica e paziente allinei collocando i tuoi indumenti personali, dopo ti togli la maglietta, dato che la tua schiena mi è sempre piaciuta, in quanto è perfetta con due spalle larghe ed è persino seducente, ...
    avvisaglia ed eredità di tanti anni di nuoto e di sport. Io ti esamino attentamente mentre ti muovi, quando le tue mani incominciano ad armeggiare con i bottoni dei calzoni e iniziano a spingerli verso le ginocchia, il tanga appare facendo contrasto con la pelle scottata dal fine settimana appena passato, in quell’istante mi sento un completo guardone in piena regola. Un indagatore felice e fortunato d’essere lì con te, direi proprio. Ebbene sì, mi è sempre piaciuto guardarti, perché sei normale, comune nel vestirti, nella norma nel muoverti, niente d’esagerato e niente di grandemente provocatorio nei modi né nei comportamenti e questa tua innata abitudine ti rende smisuratamente conturbante e oserei aggiungere procace.Quando sento il getto della doccia mi dirigo in cucina, apro una bottiglia di vino bianco fresco e vado a sdraiarmi sulla branda di giunco nella veranda, il pavimento per terra è ancora caldo, dato che il vento porta i profumi del gelsomino, che finalmente libero dalla tela ha aperto i suoi fiori. Poco dopo ti vedo uscire con un canovaccio allacciato alla vita, la capigliatura color granata inzuppata t’arriva sul dorso, come rossiccia è pure tutta la tua epidermide, successivamente ti siedi al mio fianco e mentre ti passo il tuo bicchiere di vino, tu mi porgi un bussolotto di crema:“Me la potresti stendere? Ti dispiace? Hai visto di che colore sono diventata? Forse ieri in barca dovevo stare un po’ più attenta, poi oggi con le scatole e le piante non mi sono ...
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