1. Villaggio di Houer capitolo 9


    Data: 13/08/2017, Categorie: Gay / Bisex, Autore: prossi, Fonte: Annunci69

    Se Brema mi era sembrata bella, Berlino mi apparve spettacolare, grandiosa, lussuosa, incommensurabile. La gente riempiva strade e negozi, vestiva abiti colorati ed eleganti e sembrava freneticamente felice, si dava da fare tutto il giorno e per tutta la notte si divertiva in mille locali e teatri. I miei occhi puritani e bigotti videro in Berlino un enorme bordello, una nuova Sodoma, la città della perdizione Biblica. Il signor padre e la signora madre avrebbero certamente pregato Iddio perché la sommergesse di fuoco e lapilli e la facesse scomparire dalla faccia della terra. L’impatto che ne ebbi mi turbò. Non ero abituato ai ritmi della città, a tanta voglia di divertimento, alla sfrenata ricerca di sesso, a rapporti confidenziali con chicchessia, mi sembrava tutto eccessivo e nello stesso tempo eccitante. Mio fratello e Arthur sguazzavano in quell’enorme crogiolo di artisti, ballerini, attori, gigolò, uomini e donne da ogni parte del mondo venuti a Berlino a cercare divertimento, sesso, ma anche cultura, il nuovo che avanza, nuove tendenze, il futuro che lì era già presente. Jo e Arthur conoscevano un sacco di persone con le quali si salutavano e parlavano come se fossero amici di vecchia data. Trascorrevano tutte le notti tra locali e teatri, bevendo birra e liquori, fumando, partecipando a discussioni con scrittori, filosofi, pittori surrealisti, ballerine dell’opera, cabarettisti dalla risata incontenibile, musicisti eccelsi, instaurando rapporti di collaborazione, ...
    programmi di lavoro. Era in questi locali che Josh aveva conosciuto Patrick e Arthur, ma anche Glen, un musicista americano. “Glen - mi raccontò Josh - aveva un’orchestra di una ventina di musicisti con la quale stava girando l’Europa. L’anno scorso si è fermato a Berlino per una serie di concerti e io ho avuto modo di conoscerlo attraverso Arthur suo connazionale. Il padre di Arthur è un importante editore letterario e dai suoi uffici passa un sacco di gente famosa per il quale pubblica libri o biografie. Questo ha permesso ad Arthur di conoscere anche Glen che in America è molto famoso. Arthur non mancava di presenziare ai suoi concerti e portava con se anche me. Una volta che il pianista di Glen non fu in grado di suonare perché ubriaco fradicio, feci lo sfrontato e mi proposi di sostituirlo.” “Tu?” Josh rise, sapeva che la cosa era pazzesca e poi continuò a dire: “Glen, in principio mi mandò a quel paese, ma dopo avere provato una serie di pianisti locali, i quali non risultarono all’altezza, decise di ascoltarmi. Era da un eternità che non mettevo le dita sui tasti di un pianoforte e che non mi esercitavo, anche se tante volte l’ho fatto con la testa ” “Con la testa?” “Si, mentalmente.” “Josh, tu sei incredibilmente pazzo.” Lui se la rise liberando il suo sorriso smagliante e poi disse: “Feci il meglio che potei, ma visto che gli altri avevano fatto schifo, dopo l’audizione mi disse: ‘Ok suonerai con me, ma non esagerare e che Dio me la mandi buona’. Quella sera andò ...
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