1. Padrona Valentina episodio VIII: Punito per la paraculaggine


    Data: 07/09/2017, Categorie: dominazione, Autore: sclavo, Fonte: EroticiRacconti

    Lo schiavo si trovava nudo in ginocchio di fronte alla porta d'ingresso, ed in questa posizione stava attendendo la Padrona che avrebbe, poco dopo, fatto ritorno dalla palestra. Così gli fu ordinato di fare, e così ovviamente stava facendo. Ormai stava diventando succube della Padrona a tal punto che neanche si poneva più i problemi dei primi giorni, come quello di sentirsi ridicolo nel fare una cosa del genere: certo, ancora esistevano pratiche o situazioni che lo imbarazzavano non poco, ma ormai stava sempre più annullandosi alla sua Padrona. Fu quindi mentre era in ginocchio che la Padrona fece ritorno a casa: era ancora in abiti da palestra, aveva un paio di shorts azzurri, una maglietta nera ed ai piedi un paio di scarpe da ginnastica. Appena lo schiavo la vide, si gettò ai suoi piedi ed iniziò a baciarglieli. Dopo alcuni secondi, con un calcetto la Padrona disse allo schiavo di smettere, e gli ordinò di seguirla fino in salotto, dove si sedette sul divano. "Leccami le scarpe!" ordinò la Padrona, e lo schiavo, allora, iniziò a leccare quelle scarpe da ginnastica. Poichè le scarpe non erano particolarmente sporche, lo schiavo non si fece problemi a leccarne ogni parte, senza sosta e con molta attenzione, fino a quando, svariati minuti dopo, la Padrona non gli ordinò di smettere. "Portami una bottiglietta d'acqua!" ordinò allora la Padrona, e lo schiavo, a quattro zampe, si diresse in cucina dove la prese dal frigo e la porse quindi alla Padrona, che iniziò a berla. Fu a ...
    quel punto che la Padrona ordinò al suo schiavo di toglierle le scarpe, sotto le quali indossava un paio di calzini bianchi "Vedi schiavo, oggi in palestra non ho fatto la doccia! Non mi andava, me la farò più tardi! Adesso toglimi i calzini ed annusami i piedi!" disse Valentina, e lo schiavo eseguì. Poteva sentire, infatti, quanto forte fosse l'odore emanato dai piedi della Padrona, decisamente sudati ed odorosi. Tolti i calzini, lo schiavo, che si era fatto sfuggire una smorfia che non passò inosservata alla Padrona, portò il suo naso alla pianta del piede sinistro di Valentina, che dopo pochi secondi lo allontanò con un forte calcio sul viso. "Sei un coglione! Ancora che fai queste smorfie per dei piedi un po' sudati?!? E poi che cazzo ti annusi la pianta?!? Quella la annuserai dopo! Annusa dietro le dita dei piedi, dove l'odore è più intenso, lurido coglione!" tuonò Valentina "Mi perdoni mia Padrona adorata..." disse lo schiavo, con voce sommessa, portando allora il suo naso alle dita dei piedi della Padrona "Perdonarti! Ne dubito proprio! Dopo sarai punito, ovviamente!" rispose Valentina. Lo schiavo allora continuò ad annusare i piedi di Valentina: dedicò molta attenzione alle dita, ovviamente, quindi passò alla pianta, ripetendo ovviamente il lavoro anche con il piede destro. Fu allora, quando la Padrona stabilì che lo schiavo aveva annusato a sufficienza, che gli ordinò di iniziare a leccarle i piedi. Lo schiavo iniziò dunque a leccare la pianta del piede sinistro della ...
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