1. Miriam


    Data: 08/09/2017, Categorie: Dominazione, Autore: Anonimo, Fonte: RaccontiMilu

    Questo è un remake del racconto "l'umiliazione di Miriam", scritto da LadyPassion.L'ho trovato interessante come soggetto (mi ricordava tantissimo le storie che scrivo io) ed era scritto anche abbastanza bene per essere di un autore nuovo (si tratta del primo racconto in assoluto di LadyPassion) e così, con il suo permesso, ho pensato di rivisitarlo, pensando anche ad un possibile seguito, magari con la sua collaborazione.La sveglia, maledetta sveglia!Miriam era sempre stata pigra ad alzarsi la mattina, ma non poteva farci nulla, doveva andare all'università, assolutamente.Una doccia veloce, fatta più per svegliarsi che per altro, una pettinata ai suoi lunghi capelli castani e poi, via di corsa.Si guardò allo specchio.Miriam si piaceva.Anche se non aveva il fisico per le sfilate in passerella, con il suo uno e settanta non sfigurava affatto, facendo passare in secondo piano i suoi fianchi forse un po' troppo larghi.Si guardò il seno mentre indossava un reggiseno nero un po' scollato.Le piacevano le sue tette, grandi e sode, ed era orgogliosa quando i ragazzi, all'università, sbirciavano nella scollatura della camicetta un po' sbottonata.“Che mi metto?”Scelse una camicetta beige ed una gonna marrone poco sopra al ginocchio.Prese dal cassetto un collant un po' rovinato su una caviglia, tanto avrebbe messo gli stivali, e completò il tutto con una giacca bianca un po' aderente.“Accidenti, è tardissimo.”Doveva fare parecchia strada per arrivare all'università, ma era stata ...
    costretta a scegliere quel monolocale un po' fuori mano, per ragioni di costo.L'unico problema era il cantiere.Lungo la strada c'era un cantiere edile e, tutti i giorni, passandoci davanti, doveva subire i commenti pesanti e rozzi degli operai.Un paio di volte si erano pure avvicinati, ma era stato sufficiente allungare il passo, per scoraggiarli.Avrebbe potuto cambiare marciapiede?Certo, però non l'aveva mai fatto, un po' per abitudine, un po' per comodità, perché poi, per arrivare all'università, avrebbe dovuto traversare di nuovo e forse, perché tutto sommato, quegli apprezzamenti, anche se volgari, non le dispiacevano.“Ehi, bella gnocca, dove vai?”Eccoli, si erano accorti di lei.“Fermati un attimo, dai, faccela vedere!”“Però, c'ha un gran culo.”“Vieni qua che ti facciamo un bel servizietto.”I soliti commenti.Miriam accelerò il passo, finché le voci degli operai non furono sovrastate dai rumori del traffico mattutino.Sorrise, mentre riprendeva la sua andatura normale.Sapeva benissimo che quando camminava veloce, con i tacchi alti, il suo culo tendeva ad ondeggiare.Era troppo grande?A lei piaceva e, evidentemente, piaceva anche a quegli operai.Li aveva un po' provocati?Beh, sì!Una piccola ed innocente provocazione, passare davanti ad un branco di maschi, ondeggiando il culo, e poi la gonna, appena sopra al ginocchio, aveva un bello spacco, che si apriva vistosamente quando lei allungava la falcata.Era stata una giornata lunga e pesante, all'università, e quando finalmente aveva ...
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